Cultura a Bari, tornerai?

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Wall drawing di Sol Lewitt in Sala Murat a Bari

Ancora una volta si parla di luoghi, punti fermi posizionati lungo la linea temporale e fondamentali per la storia della città: 1087, anno della traslazione delle ossa di San Nicola a Bari e il periodo a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, quando la città ha visto sorgere i teatri storici, Piccinni, Petruzzelli, Margherita e il Kursaal Santalucia. Sono luoghi da cui ripartire per riformare teatro, arte e musica attraverso iniziative che coinvolgano non solo gli operatori del luogo, ma anche artisti di rilievo nazionale ed internazionale.

Per far sì che queste sinergie abbiano un risultato immediato, spunta la proposta di riforma delle liste delle associazioni culturali, non più finanziate dal Comune senza possesso di Partita Iva, ma con bandi per la formazione di nuove graduatorie che debbano essere trasparenti, pubbliche e di durata triennale. Un altro punto fondamentale è stato quello di aggiungere agli eventi culturali già attivi in città, tipo l’annuale festival del cinema Bif&st, altre iniziative di rilievo, come è già accaduto con l’ultima rassegna Dove eravamo, in modo da creare interconnessioni con i centri di produzione culturali della città, tra cui Accademia e Conservatorio e portare la produzione giovanile al di fuori degli spazi di studio. Toccato anche il tasto dolente per il destino dell’Accademia di Belle Arti, in emergenza sede, che auspicabilmente potrebbe essere trasferita in Fiera, proprio perché trattandosi di un’emergenza, i lavori all’interno della Rossani si potrebbero dilungare per troppo tempo ancora; allo stesso tempo, però, proprio in Fiera, potrebbe trovare lo spazio necessario per raggruppare diversi luoghi di sviluppo creativo. Alla Rossani, invece, un destino da parco urbano e una riconversione dell’ambizioso progetto Fuksas.

Al via bandi per ravvivare l’estetica della città, come le Luci d’artista per il periodo natalizio, un concorso per giovani creativi per creare un brand legato alla città di Bari e soprattutto un bando per creare delle residenze d’artista legato alle gallerie d’arte contemporanea, grazie al quale artisti provenienti da più luoghi, potranno studiare il tessuto urbano e realizzare opere site specifc in luoghi significativi (si prospettano 10 opere per cinque anni di mandato).

Infine, ma ovviamente non meno importante, sono le destinazioni d’uso di quei luoghi di proprietà del Comune da restituire alla città e indirizzare a luoghi di conservazione: per il comparto archeologico il complesso di Santa Scolastica, per la parte medievale e quella moderna gli spazi del palazzo della Provincia già occupati dall’attuale Pinacoteca, che andrà rivista e modificata tra il piano terra e il quarto piano, mentre per la parte contemporanea è previsto il riassetto di Sala Murat, che finalmente non sarà più destinata a tutti gli eventi di qualsiasi tipo e qualità, ma che diverrà unico spazio permanente di arte contemporanea.

Ma sul contemporaneo le idee di Maselli sono anche sul Mercato del Pesce, che, tornando alla sua destinazione originaria diventerà la boqueria barese dove sia i cittadini che i turisti potranno gustare il pesce fresco al piano terra, mentre al primo piano spazi per laboratori e residenze artistiche, strettamente collegati al Teatro Margherita che da anni aspetta l’avvio dei lavori, in cui saranno ospitati sia degli eventi teatrali che mostre temporanee.

Ovviamente per realizzare tutte queste opere ci vuole tempo e denaro, che, assicura Maselli, è già stato debitamente chiesto al ministro Franceschini sin dai primi di luglio e che, entro due anni, porterà alla luce gli antichi splendori di una Bari che ricordiamo solo in cartolina.

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Isabella Battista
Classe 1985, vive e lavora a Bari. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bari, è giornalista pubblicista dal 2013. Con una forte propensione alla didattica museale e artistica, ha collaborato con diverse istituzioni con progetti per sensibilizzare il pubblico più giovane nei confronti dell’Arte contemporanea e far partecipare attivamente gli studenti alla comprensione delle più moderne tecniche artistiche. Collabora con le redazioni di Puglia In, Telebari e Artribune, mentre nel 2013 è stata coordinatrice della prima edizione della Project Room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare. Ama l’arte in tutte le sue forme, in particolare la fotografia e il linguaggio visivo contemporaneo a cui si sta appassionando anche praticamente e appena ha l’occasione di partire, va alla ricerca di nuove realtà, esplorandole sia dal punto di vista della tradizione culturale che folkloristica. isabella.batt@gmail.com

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