Ddl Oratori, sì del Consiglio regionale alla legge

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Con il solo voto contrario del consigliere Cosimo Borraccino (noi a sinistra) il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che “riconosce , valorizza e sostiene la funzione socioeducativa delle attività di oratorio”.

L’assessore al welfare, Salvatore Negro, mette a segno un colpo importante su un tema a lui particolarmente caro. “Perché l’oratorio – ha spiegato Negro – si pone nella società attuando il principio di sussidiarietà, specie quella orizzontale, garantendo un dinamismo solidale e secondo giustizia, rispettoso dei diritti e dei doveri dei diversi soggetti implicati nella costruzione di una società libera, conviviale e pacifica”.

Il presidente della III Commissione, che ha licenziato il provvedimento, Pino Romano,  ha illustrato in Aula il contenuto  del ddl mettendo a fuoco “il ruolo fondamentale degli oratori e il riconoscimento della funzione sociale delle attività promosse all’interno delle parrocchie e degli enti ecclesiastici della chiesa cattolica, nonché degli enti delle altre confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato un’intesa ai sensi della nostra Costituzione”.

Il presidente Romano ha sottolineato che “le famiglie ed i ragazzi sono di fatto i destinatari finali delle attività sociali, educative, aggregative degli oratori capaci di intercettare numerosi obietti”.
Quali obiettivi? Lo ha spiegato l’assessore Negro: riduzione della marginalità sociale dei soggetti, soprattutto minori a rischio di devianza e di discriminazione; conciliazione dei tempi di vita e di lavoro  e sostegno alle responsabilità genitoriale di molte famiglie, sviluppo di percorsi socioeducativi per l’empowerment delle persone, ragazzi e adulti; animazione territoriale a supporto dei processi identitari delle comunità,  dei processi di rigenerazione urbana di quartieri degradati nei contesti urbani e di piccoli comuni e zone rurali, anche partecipando a percorsi di amministrazione condivisa di beni comuni.

Ma le argomentazioni del Governo non hanno convinto il consigliere Borraccino che ha sottolineato di “non avere l’intento di sminuire la portata dell’iniziativa legislativa, purtuttavia la ritiene “ultronea perché esistono già delle norme disciplinata  su queste materie, inoltre la legge rappresenta una forzatura di natura ideologica”. Borraccino ha ricordato all’Aula che già nel 2006 fu approvata la legge sugli oratori e che questa nuova iniziativa legislativa “contiene un chiaro appesantimento culturale ed ideologico frutto di ingerenza della Conferenza episcopale pugliese”.
Per il presidente Emiliano non esiste un taglio politico della questione, perché la Regione intende “riconoscere una ovvietà”. “Stiamo sottolineando che esistono persone che si occupano dell’educazione dei bambini, dei giovani, lo fanno da tempo con competenza e dedizione.  La chiesa nella sua dimensione reale ha dimostrato nell’esperienza concreta di saper gestire amministrare queste competenze anche con grande rispetto della laicità, talvolta anche colmando il vuoto generale”.

Al voto contrario di Borraccino  subito in Aula la risposta immediata del capogruppo del Partito democratico, Michele Mazzarano che ha stigmatizzato l’assenza, al momento del voto, dei due assessori esponenti di “Noi a sinistra”. “Nel voto contrario di Borraccino ci sono degli elementi che vanno approfonditi – ha detto Mazzarano – l’assessore Negro ha fatto un lavoro encomiabile assolutamente condivisibile”.

Michele Emiliano ha dichiarato: “Con la legge sugli oratori stiamo riconoscendo ciò che ogni sindaco sa, cioè che esistono dei luoghi dove da sempre molte persone regalano il loro tempo agli altri, in particolar modo ai bambini, ai giovani e a chi si trova in difficoltà. Penso al Redentore di Bari e ai tanti altri oratori grandi e piccoli presenti nella nostra regione. Questi luoghi rappresentano un punto di riferimento nei territori, e meno male che ci sono. Con questa legge cerchiamo di sostenerli riconoscendone il valore sociale, secondo il principio di sussidiarietà”.

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