Il nodo delle quote rosa e la scelta dei nomi che entreranno a formare la Giunta di Michele Emiliano tengono banco in questi giorni, dopo che ormai è tramontata qualsiasi ipotesi di ricorso sugli eletti e la Corte di Appello di Bari si appresta a proclamare i 50 nuovi consiglieri regionali. Entro questa settimana, dunque (la data dovrebbe essere quella del 20 giugno, salvo imprevisti dell’ultim’ora e difficilmente prevedibili). Da quel giorno Emiliano avrà, secondo quando previsto dallo Statuto, 10 giorni di tempo per nominare la sua giunta, formata al massimo da 10 elementi, di cui 2 esterni, e con parità di genere nella composizione.
Il problema più grande è legato alla norma statutaria che da una parte chiede l’equa divisione degli incarichi conferiti tra uomini e donne, e dall’altra limita a due il numero degli assessori (al massimo) che possono essere assegnati al di fuori degli eletti del Consiglio.
E ieri, nel corso di una assemblea di tutti i candidati del centrosinistra al Parco dei Principi, a Bari, Emiliano ha confermato le sue intenzioni. Per non disattendere completamente il dettato statutario e per consentire una giunta, un escamotage per salvare capra e cavoli e consentire di correggere lo statuto per evitare situazioni di stallo come questa. “Saranno cinque uomini e due donne” a far parte della prima Giunta targata Emiliano.
“Purtroppo – ha spiegato Emiliano – lo statuto non consente di conseguire questa parità e stiamo cercando di capire se sia possibile modificarlo in modo tale da avere una giunta composta da cinque uomini e cinque donne. Questo cambiamento dello statuto è però un percorso lungo e molto probabilmente faremo per ora le nomine di cinque uomini e due donne”. Terrò per me, come annunciato, la delega alla Sanità: una decisione su cui tutta la coalizione ha concordato
A chi gli chiede dei nomi la risposta è laconica. “Per ora vi basti sapere che in queste ore concitate i maschietti mi telefonano di più, le donne meno”.
Ma qualche nome circola eccome. Le due donne saranno quasi certamente esterne. Tramontata l’idea-Laricchia, a cui Michele Emiliano aveva immediatamente offerto l’assessorato all’ambiente, rispedito però al mittente dalla candidata presidente grillina, la scelta si assottiglia. In consiglio le cinque donne (il 10%) elette, infatti, si suddividono tra il Movimento 5 Stelle (Antonella Laricchia, Viviana Guarini, Rosa Barone e Grazia Di Bari) e Forza Italia (Francesca Franzoso).
Premesso che con ogni probabilità le altre 3 grilline risponderebbero in carta carbone come ha già fatto la Laricchia, e che la Franzoso difficilmente accetterebbe la proposta di Emiliano (anche se già in passato Vitali ha proposto la stampella di Forza Italia per superare il problema della presenza femminile), la nomina delle due donne sarà scontata: entrambe di area, da recuperate all’interno della cerchia di candidate non elette. Una nel Partito Democratico e l’altra probabilmente anche tra le civiche.
I due nomi che balzano all’occhio, allora, sono quelli di Loredana Capone (per i quali i bookmaker avrebbero fissato una quota davvero bassa), assessore uscente, non rieletta a Lecce a discapito di una buona prestazione personale, con oltre 12mila preferenze, e quella di Desirèe Digeronimo. L’ex pm scesa in campo con Michele Emiliano dopo il non lusinghiero risultato delle scorse elezioni comunali a Bari. Potrebbe essere lei la chiave di apertura al centro di Emiliano, con un tassello da assegnare alle civiche e che, contemporaneamente, elimina (meglio, riduce) il problema delle quote rosa. Appaiono in ribasso le quotazioni di “miss preferenze” al Comune di Bari Anita Maurodinoia, prima dei non eletti in Provincia di Bari. Sembra complicato, infatti, far digerire questo nome soprattutto ad una certa parte del Pd. Ed anche perchè a Bari ci sono le ambizioni di Marco Lacarra, più suffragato tra tutti i candidati che già al Comune di Bari ha occupato un posto in Giunta nella passata legislatura proprio con Emiliano.
Sciolto il nodo-donne in Giunta poi i tasselli dovrebbero andare a posto un po’ da soli.
Lacarra, Blasi, Caracciolo, Pentassuglia sono i nomi buoni per il partito democratico, con il primo e l’ultimo in pole position (ma non alla sanità, dove è praticamente certo che la delega sarà per il momento presa da Michele Emiliano. Per le civiche invece potrebbe esserci la conferma di Leonardo Di Gioia o la new entry di Antonio Nunziante (ma attenzione alle rappresentanze territoriali). Chances hanno anche Alfonso Pisicchio e Totò Negro per i Popolari. Anche se siamo soltanto nel campo delle ipotesi.
E’ chiaro però che Emiliano dovrà tenere conto di una certa rappresentanza territoriale tra Bari, il Salento e la Daunia, oltre che degli equilibri tra il Partito Democratico e le civiche. Se da una parte è pur vero che molti candidati, anche a detta dello stesso Emiliano, sono stati e sono interscambiabili, è chiaro che qualche bandierina dovrà essere messa dentro e fuori il Pd.
Non resta che aspettare un paio di settimane ed aspettare che le telefonate (maschietti di più, donne di meno) si concludano.











