Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha sbottato ieri dopo l’ennesima morte sul lavoro che ha visto perdere la vita ad un giovane operaio impegnato nell’Ilva di Taranto.
Emiliano ha sottolineato che chiederà “la revoca della facoltà assegnata ai commissari di far funzionare” l’Ilva di Taranto “a meno che il processo di ambientalizzazione sia portato a termine e la messa in sicurezza della fabbrica sia assicurata. La pazienza della Regione Puglia, che pure avevamo assicurato in questi mesi, è finita”.
Le parole di Emiliano, nel corso di una riunione della Commissione Sanità della Regione Puglia, hanno evidenziato ancora una volta come la situazione dell’Ilva di Taranto sia una sorta di paradosso della politica industriale italiana. Da una parte ci sono le ordinanze di messa in sicurezza, di tutela ambientale, di garanzia sulla tutela dei lavoratori. Dall’altro lato la produzione non si ferma ed un processo di sanificazione ambientale che viene messo in secondo piano rispetto alla vendita ed alla riconollazione dell’azienda, attualmente in fase di trattativa per la cessione a privati.
“Attueremo – ha poi sostenuto Emiliano – una serie di iniziative, a partire dalla redazione di una richiesta, attraverso i nostri avvocati in sede di Corte di assise di Taranto nella prossima udienza, una richiesta di sequestro dello stabilimento chiedendo che la Corte rivaluti la questione di costituzionalità dei decreti che impediscono la vigenza dei sequestri sullo stabilimento”. “Noi – ha proseguito il governatore – sosterremo i ricorsi già presentati dai cittadini tarantini tesi a conseguire un risarcimento nei confronti dello Stato che con i suoi decreti fa permanere le condizioni di criticità e di pericolosità e anche noi valuteremo l’ipotesi di ricorrere presso l’Alta corte di giustizia”.
“Ho trasmesso al presidente del Consiglio – ha detto ancora Emiliano – il rapporto della Regione Puglia sui dati epidemiologici accertati. Trasmetteremo lo stesso rapporto anche alla Procura della Repubblica di Taranto e alla Corte di assise e lo presenteremo pubblicamente il 3 di ottobre con eventuali ulteriori integrazioni da parte dell’amministrazione”. “La cadenza delle trasmissioni di questo rapporto – ha concluso Emiliano – dipende dalle singole competenze e dalla gerarchia dei singoli soggetti competenti. Il rapporto verrà integrato anche dai dati degli anni successivi che sono in via di redazione”











