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Inaugurata la XX stagione del Collegium Musicum

Nel presentare il concerto inaugurale della XX Stagione Musicale 2015 del Collegium Musicum abbiamo scritto che, “ raggiungere vent’anni di attività per un’orchestra da camera a Bari sono una vera sfida”. Non potevamo immaginare, però, quanto quella frase fosse azzeccata. Lo spostamento da Santa Teresa dei Maschi al Teatro Abeliano è stato provocato da un intervento del competente ufficio comunale preposto alle autorizzazioni delle manifestazioni di pubblico spettacolo: Santa Teresa non è agibile, anche se fino al giorno prima si sono svolte decine, anzi centinaia di concerti, spettacoli teatrali, conferenze ed altro ancora. Sulla situazione dei teatri a Bari, sarà bene tornarci, e forse non con un solo articolo.

Così, all’ultimo momento lo spostamento, non da tutti conosciuto: sarebbe giusto ed opportuno in questi casi che la stampa collaborasse evidenziando l’accaduto. Infatti, almeno secondo quanto riferito da un noto musicologo barese, il prof. Farese al presidente del Collegium, Soccoia, pochi minuti prima dell’inizio del concerto, dinanzi a Santa Teresa c’erano diverse persone che non sapevano dell’accaduto e si erano recate lì per il assistervi.

Insomma, se vent’anni sono un traguardo, inaugurarli è stato più faticoso ed impervio di uno slalom.

Il pubblico presente, numeroso nonostante l’inevitabile perdita di qualche spettatore, stante l’equivoco, è tuttavia stato gratificato da un programma di raro interesse.

Rino Marrore (che vedete nella foto), non è solo il direttore musicale stabile del Collegium ed il suo direttore artistico. E’, soprattutto, un musicista di cultura vastissima, capace di scoprire pagine inedite, ma non perciò poco orecchiabili. Assistere all’esecuzione di programma confezionato da Rino Marrone è qualcosa da non perdere. Questa volta non solo non ha smentito la sua meritata fama di musicologo, prima che musicista, ma ha davvero superato se stesso.

Il programma, monografico, era dedicato integralmente a Luciano Berio. Si è aperto con “Il combattimento di Tancredi e Clorinda”, testo di Torquato Tasso, magistralmente interpretato dal Collegium nella formazione di archi (violino, due viole, violoncello, contrabasso) e clavicembalo, e dal soprano Antonella Rondinone, dal tenore Camillo Facchino e dal baritono Angelo De Leonardis, che all’inizio ha assolto anche il compito di voce recitante.

E’ stata poi la volta di “Hornpipe” (Purcell/Berio), per solo ensemble, “Surabaya Johnny” e “Le grand Lustucru” (Weill/Berio), “Beatles Songs” (Berio) per voce, il soprano Antonella Rondinone, ed ensemble.

La soprano ha dato il meglio di sé in “Surabaya Johnny” e “Le grand Lustucru”. Davvero bei momenti vocali e grande affiatamento con l’orchestra. Meno adatta ci è parsa la sua voce ad interpretare  “Beatles Songs”. Non ha una voce da musica leggera e la trascrizione di Berio dai Beatles non consentiva virtuosismi lirici. Parliamo, ovviamente, di sfumature e di gusto personale. Gli applausi ricevuti dimostrano, al contrario, il gradimento dei più anche dell’interpretazione degli ultimi brani. Successo per tutti, il direttore in primis, il Collegium col suo primo violino, un Carmine Scarpati in grande smalto, il soprano. Un bis.

Un’annotazione. Rino Marrone, commentando alla fine dietro le quinte l’acustica del Nuovo Abeliano, sottolineava come questa fosse migliore di quella di Santa Teresa, originaria destinazione del concerto. Francamente, la sala dell’Abeliano riteniamo che non sia di certo particolarmente adatta alla musica, ed a quella da camera ancor meno. E’ secca ed un poco sorda. Necessiterebbe di amplificazione, per cui va benissimo per jazz e musica leggera. Meno per la sinfonica, ancor meno per recitals o concerti cameristici. Ma a Bari le strutture teatrali sono una tragedia. Ne riparleremo.

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