HomeCulturaBari, Festival "Di voce in voce", un successo annunciato

Bari, Festival “Di voce in voce”, un successo annunciato

Con 20 spettacoli, distribuiti in 11 serate, è partita la XVIII edizione del festival “Di voce in voce”, organizzato e fortemente voluto dall’Associazione Culturale Radicanto (30 anni di attività da poco compiuti) di Giuseppe De Trizio (nella foto). Come ormai consuetudine, musica, danza, teatro e pittura si incontrano seguendo il fil rouge di una tradizione che cerca conferme nella modernità, stabilendo una continuità culturale nel nome di un rinnovamento consapevole.

Sono tre le sedi designate per gli spettacoli dal 18 settembre all’11 novembre: il Teatro Abeliano a Bari, la Sala Fondazione SS. Medici di Bitonto, e la Chiesa S. Maria di Loreto a Valenzano. Vi si esibiranno numerosi artisti prestigiosi, della caratura di Raffaele Casarano, Ginevra Di Marco, e Fabularasa, fra gli altri. Noi abbiamo seguito il secondo spettacolo sabato 19.

Nella prima parte è stata protagonista assoluta la danza, quella autorevole che porta la firma di Elisa Barucchieri e del suo accreditato Centro Nazionale ‘Res Extensa’. “Oltremare” è il titolo della coreografia, una parola che abbraccia una infinità di significati: due ballerini (Federica Vitellozzi e Cosimo Zingaropoli) si confrontano a distanza con movimenti asincroni e uniti da un lungo lenzuolo bianco, una grande onda che separa ma che può anche unire. Poi la danza si fa più complessa e agitata come un mare in tempesta, come una tempesta di sogni, aspirazioni e speranze; fino a quello che può essere un naufragio, reale o mentale. La felice gestione e interpretazione degli spazi si cala perfettamente nelle musiche originali composte da Giulia De Trizio, nipote di Giuseppe, promettente musicista della nostra scena musicale. Ma “Oltremare” è anche una canzone che dava il titolo a un album dei Radicanto uscito nel 2014. Ed è proprio con questo brano che comincia il concerto, con i noti eccellenti musicisti: Adolfo La Volpe alla chitarra elettrica, Francesco De Palma alle percussioni, Giovanni Chiapparino alla fisarmonica e naturalmente De Trizio alla chitarra acustica. La vocalist non è però, come di solito, Maria Giaquinto, che ha problemi alle corde vocali e alla quale auguriamo una pronta guarigione: il suo posto per l’occasione è stato preso da Sarita Schena, la giovane cantante italo-argentina che da qualche tempo si sta affermando sempre più sui nostri palcoscenici. In programma le canzoni di Matteo Salvatore, come “Lu bene mio”, la “Scalinatella” di Roberto Murolo, per passare alla Sicilia di Rosa Balistreri con “A tirannia”, canto di dolore, a una ninna nanna del Salento; per poi tornare a Napoli con “Passione” di Libero Bovio, “Era de maggio” di Salvatore Di Giacomo fino a “Indifferentemente” e “Tu si’ na cosa grande” degli anni ’60. “Adriatico”, di De Trizio, ci riporta alla forza significativa del mare che da millenni mette in contatto e avvicina le genti di tutto il pianeta. La musica dei Radicanto si arricchisce sempre di nuovi elementi, soprattutto negli arrangiamenti di De Trizio: è una ricerca costante in un percorso che vuole individuare i valori umani comuni attraverso le forme più naturali e istintive di espressione; e la musica è quella che nasce dal cuore.

Sorprende la preparazione di Sarita, che fonde presenza scenica, splendida voce e qualità interpretative e recitative nella presentazione dei brani.

A margine della rassegna nel foyer del Teatro Abeliano è allestita una mostra, “La sacralità del bello”, ad opera di Luigia Bressan, pittrice e scultrice: “La bellezza è qualcosa che si crea quotidianamente anche nei piccoli gesti – dichiara l’artista – È un viaggio attraverso i corpi femminili per incontrare se’ stessi”.  Sono momenti catturati in dipinti eseguiti con pennarelli, in cui dominano freschezza e ispirazione nella densità dei colori.

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