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Quante sono le posizioni degli scienziati a riguardo dei cambiamenti climatici? Molti avranno pensato due o anche più. Qual è la risposta esatta? Lo ha spiegato oggi pomeriggio Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, negli spazi della Biblioteca della Fondazione Tatarella, a Bari, durante l’incontro moderato da Annalisa Tatarella, giornalista e responsabile della comunicazione della Fondazione.
La Puglia e la sua storia incisa nella roccia
Prima di parlare del riscaldamento globale, il fulcro dell’appuntamento di oggi pomeriggio, sabato 8 febbraio 2020, alle 18:00, nella Biblioteca della Fondazione Tatarella, Tozzi, che ha origini pugliesi, ha voluto raccontare al pubblico parte della storia geologica della Puglia. Una storia incisa nella roccia di cui grandi testimonianze sono le orme dei dinosauri e i resti di Ciccillo, l’uomo di Neanderthal, ad Altamura, ma anche i Dolmen di Bisceglie e la Miniera della Defensola, a Vieste, una delle cave di selce più importanti della preistoria italiana.
Il riscaldamento globale: una realtà con cui fare i conti
Nell’introduzione vi ho chiesto quante, secondo voi, sono le posizioni della comunità scientifica sul riscaldamento globale. Con questa domanda è iniziato l’intervento di Mario Tozzi sul clima. La risposta? Una: i cambiamenti climatici esistono e la causa scatenante è l’attività umana. Lo testimoniano con dati e risultati le pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione (peer review). Tozzi ha spiegato che il clima è legato a 5 fattori: la posizione e il movimento dell’orbita terrestre, il calore del Sole, la posizione dei continenti, le correnti oceaniche e la presenza di anidride carbonica in atmosfera. Su quest’ultimo ci ha messo lo zampino l’uomo con il consumo di combustibile fossile che ha aumentato la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, alterando quello che era il normale equilibrio del carbonio, del ciclo di questo elemento nel nostro pianeta. Allo stato attuale esistono soluzioni? Cosa dovrebbero fare i nostri governi per lottare contro il riscaldamento globale e cosa potremmo fare noi nella nostra quotidianità? Ascoltatelo in questo video, direttamente da Mario Tozzi:
Un accenno al nuovo coronavirus
Tra le domande del pubblico non è mancata la richiesta di chiarimenti sull’epidemia di coronavirus in atto. Una volta dissipati alcuni dei timori generati dalla cattiva informazione e dalle teorie del complotto, il divulgatore ha chiarito quanto anche la diffusione di batteri e virus, organismi presenti sulla Terra molto prima dell’avvento dell’uomo, sia ora fortemente influenzato dalla globalizzazione. Riusciremo a salvarci da noi stessi? Tozzi ha acceso un lume di speranza: ci siamo riusciti con la lacerazione dello strato di ozono (il famoso buco dell’ozono) dovuto ai CFC, i clorofluorocarburi, e se apriremo gli occhi e agiremo su larga scala in modo responsabile e rapido, forse non sarà tutto perduto.




















