La piaga del caporalato, nonostante le attenzioni e le azioni insistite sul territorio soprattutto di Foggia, è ancora una realtà ben presente. Ma le operazioni di indagine e di contrasto non si fermano. Quest’oggi, alle prime luci dell’alba, si è svolta infatti a Foggia una vasta operazione contro lo sfruttamento del lavoro e dei lavoratori nelle campagne, con l’arresto dei titolari di due aziende agricole, uno di Foggia ed uno di Zapponeta.
Le indagini sono state dirette dal pool anticaporalato costituito nella provincia di Foggia. In entrambi i caso gli inquirenti hanno accertato che le due aziende si servivano esclusivamente della manodopera di lavoratori extracomunitari, per lo più albanese e marocchina, soltanto in apparenza assunti in maniera regolare, ma di fatto sfruttati approfittando della condizione di inferiorità e debolezza contrattuale dei lavoratori.
Non erano, infatti, assicurate le giuste assicurazioni lavorative e contrattuali, nè vi erano secondo gli investigatori, le condizioni minime di sicurezza sui luoghi di lavoro e di dignità stessa del lavoro. Un notevole risparmio per le aziende che sistematicamente si assicuravano introiti extra proprio sulla base dei risparmi illeciti sul costo del lavoro e dei lavoratori.
A carico di entrambi i titolari sono mosse diverse accuse che vanno dall’intermediazione illecita allo sfruttamento del lavoro, alle false dichiarazioni all’Inps ed altre violazioni amministrative sulla sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro.
Nell’ordinanza emersa dal Gip viene fuori una inquietante abitudine allo sfruttamento delle condizioni di disagio economico e sociale dei braccianti agricoli da parte dei due imprenditori, tanto da suggerire un arresto in carcere ed una detenzione ai domiciliari.











