Una situazione complicata e seria, ma non allarmistica, quella dettata dal contenimento del Coronavirus in Puglia. E dopo le valutazioni del caso, in aggiunta alle smentite delle autorità competenti per cui in regione al momento non sono segnalati casi di positività al virus, sono arrivate nel pomeriggio le decisioni della task force regionali sul Coronavirus in Puglia.
Ci sono, invece, cinque casi che presentano sintomi sovrapponibili a quelli del Coronavirus e sono tutti in corso di accertamento.
Sarà fatta una rilevazione di tutti coloro che in queste ore stanno rientrando da Nord in regione e che saranno invitati a segnalare la loro presenza al medico curante, indicando possibili situazioni sospette compilando un questionario.
Ovviamente è indispensabile la collaborazione coscienziosa di tutti i cittadini interessati.
Misure di assistenza anche per i turisti e predisposizione di reparti specifici con attivazione immediata delle unità di Malattie infettive. In ultimo contattare i numeri di emergenza 1500, 112 o 118 (solo in caso di febbre alta e sintomi influenzali persistenti) e diffidare di qualsiasi informazione che non sia stata data delle autorità competenti.
Intanto gli Uffici della Regione sono al lavoro soprattutto per analizzare l’esponenziale crescita dei rientri di pugliesi dal Nord, specie studenti fuorisede a causa del blocco delle Università, ma anche lavoratori. E poi ci sono anche i turisti, provenienti dalle zone considerate “esposte”, che si trovano già sul territorio regionale.
È giunta, tra l’altro, già la disposizione nazionale secondo la quale tutti i cittadini che sono passati o hanno sostato nelle zone focolaio del virus in Lombardia, Veneto e Piemonte HANNO L’OBBLIGO di comunicarlo ai medici curanti (possibilmente senza recarsi fisicamente) e Asl.
Infine, domani mattina alle ore 10 il Capo nazionale della protezione civile ha convocato tutti i presidenti di Regione per dare disposizioni in materia. In attesa della riunione di domani, il presidente Michele Emiliano ha comunque impartito le succitate disposizioni in materia di prevenzione, alla luce dei flussi di persone – in particolare studenti – che stanno rientrando in Puglia da Regioni con focolai: Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna.











