“Il giudice, con la sentenza di cui al primo comma, condanna altresì il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata la nullità, stabilendo a tal fine un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, dedotto quanto percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative. In ogni caso la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro è condannato inoltre, per il medesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.”
Questo diceva il vecchio – sacrosanto – Statuto dei Lavoratori nell’emanazione del suo Articolo 18 sulla reintegra, valido oggi soltanto per gli assunti antecedenti il 07 marzo 2015. Statuto che tutela lavoratori come quello coinvolto nel licenziamento – ritenuto illegittimo dal giudice – afferente al gruppo Marcegaglia di Ravenna. Un operaio capo-macchine è stato licenziato per aver offerto il pasto ad un collega in difficoltà.
Un operaio di 28 anni, assunto 9 anni prima dal gruppo in oggetto, prestava il pass per la mensa ad un facchino di una ditta esterna in difficoltà economica, per potere consumare il pasto ad un prezzo agevolato di 6€ cad.uno. L’azienda da un controllo interno, dopo avere accertato l’accaduto per 32 volte, ha deciso di licenziare il magnanimo operaio per “lesione del vincolo fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore”, con un danno stimato di 126,72 euro. Non solo risicato di per sé, ma che il Giudice ha ritenuto comunque errato.
Nello specifico si è evidenziato un “danno” di 19 centesimi di euro per pasto: “Talmente irrisorio da non poter fondare in alcuno scenario interpretativo possibile una lesione del vincolo fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore.” Ma al di là delle mere questioni contabili, è il moto di umanità che continua a venire meno, a detrimento del sano buon senso e delle dinamiche di solidarietà tra esseri umani che evidentemente, in contesti già robotizzati ed annichiliti, ha cessato d’essere un valore aggiunto.











