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Speculano su mascherine e disinfettanti: Fiamme Gialle in azione in 22 Comuni della Provincia di Bari: sequestrati 30mila prodotti

E’ stata una giornata molto impegnativa per le Forze dell’Ordine quella di ieri. E mentre si dispongono i servizi di controllo sul territorio e tra Foggia e Bari centinaia di uomini sono stati impegnati (e lo sono ancora) nella caccia all’uomo dei fuggiaschi dal carcere di Foggia, i Finanzieri del I Gruppo Bari della Guardia di Finanza hanno eseguito oltre 30 perquisizioni presso le sedi di diverse imprese in provincia di Bari i cui titolari – cittadini di nazionalità sia italiana che cinese – sono gravemente indiziati di avere tenuto condotte fraudolente e truffaldine nella commercializzazione delle mascherine protettive e dei presidi medico-chirurgici disinfettanti approfittando dell’attuale contesto emergenziale di natura sanitaria.

Le attività di perquisizione – svolte, con il coordinamento di questa Procura, da circa 130 militari della Guardia di Finanza in 22 Comuni (Acquaviva delle Fonti, Altamura, Andria, Bari, Bitonto, Capurso, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Locorotondo, Minervino Murge, Modugno, Mola di Bari, Monopoli, Noci, Palo del Colle, Polignano a Mare, Putignano, Ruvo di Puglia e Toritto) – hanno permesso di sequestrare oltre 30.000 prodotti (mascherine protettive, gel e salviette per le mani) per un valore commerciale di circa 220.000 euro.

In particolare, le perquisizioni sono state precedute da un attento screening, da parte dei Reparti del I Gruppo Bari, di talune imprese – principalmente operanti nei settori della produzione di cosmetici nonché del commercio all’ingrosso e al dettaglio, anche attraverso note piattaforme di e-commerce, di saponi, detersivi, profumi, erboristeria e ferramenta – che offrivano gel e salviette igienizzanti per le mani presentandoli, con scritte e simboli ingannevoli sulle confezioni nonché con messaggi pubblicitari, come prodotti con azione disinfettante e, comunque, a prezzi decisamente più alti rispetto a quelli praticati prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria in Italia per il Covid-19.

Inoltre, sempre le Fiamme Gialle baresi hanno riscontrato – anche su segnalazione di alcuni clienti – che alcune farmacie vendevano mascherine, con una percentuale esponenziale di rincaro rispetto al prezzo di acquisto (fino a + 6.000%). Nello specifico è emerso che gli esercenti, allo scopo di massimizzare il proprio guadagno, avevano acquistato maxi confezioni di mascherine per poi immetterle in consumo, dopo averle riconfezionate, in singole bustine trasparenti.

Infine, i militari operanti hanno proceduto anche a verbalizzare, sotto il profilo amministrativo, taluni esercenti per la violazione delle disposizioni recate dal Codice del consumo per aver posto in vendita prodotti carenti di alcune informazioni necessarie per il loro corretto utilizzo da parte dei consumatori.

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Redazione
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