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I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Francavilla Fontana hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca nei confronti di un soggetto accusato di una grave condotta illecita ai danni delle fasce deboli. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, ha portato al blocco giudiziario di quattro immobili e di un’autovettura.
L’indagato è ritenuto responsabile di aver sottratto sistematicamente ingenti somme di denaro, per un valore complessivo superiore ai 200 mila euro, dalle disponibilità finanziarie di una donna anziana. La vittima, affetta da una grave disabilità psicofisica, risiede nella “Città degli Imperiali” ed era stata formalmente affidata alla tutela legale dell’uomo attraverso lo strumento giuridico dell’amministrazione di sostegno.
Conti correnti svuotati e rette delle RSA non pagate
Le indagini delle Fiamme Gialle sono state particolarmente articolate e approfondite. Attraverso una meticolosa analisi bancaria e l’esame incrociato dei conti correnti intestati all’anziana disabile, gli investigatori hanno ricostruito tutti i movimenti finanziari disposti dall’amministratore. Secondo quanto emerso, il professionista ha prelevato nel corso degli anni consistenti flussi di denaro per destinarli esclusivamente a finalità personali, compiendo azioni del tutto estranee agli interessi e al benessere della persona assistita.
Il quadro indiziario si è ulteriormente aggravato quando i finanzieri hanno accertato il mancato pagamento delle rette mensili dovute a due diverse Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) della provincia di Brindisi, strutture sanitarie presso le quali la donna era stata temporaneamente ricoverata per ricevere l’assistenza necessaria. L’amministratore è pertanto risultato pesantemente moroso nei confronti delle due aziende ospitanti.
Rendiconti annuali omessi per un intero decennio
Un altro tassello fondamentale dell’indagine riguarda il monitoraggio dell’attività amministrativa obbligatoria per legge. È stato infatti scoperto che per ben dieci anni consecutivi l’indagato ha completamente omesso di presentare al Giudice Tutelare il “Rendiconto annuale”.
Tale documento costituisce un obbligo cardine per la trasparenza della misura di tutela, essendo lo strumento periodico ufficiale deputato a informare il magistrato sull’effettiva situazione patrimoniale della persona assistita, registrandone analiticamente le entrate (come la pensione d’invalidità o di vecchiaia) e le uscite (spese mediche, vitto, utenze e rette).
A seguito degli elementi raccolti, l’amministratore di sostegno è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria con l’accusa di peculato. È opportuno precisare, in ossequio all’articolo 27 della Costituzione italiana, che per il soggetto vige la presunzione di innocenza e che le responsabilità penali saranno accertate in via definitiva solo ed esclusivamente all’esito del giudizio con sentenza irrevocabile.
La tutela delle fasce sociali deboli nel brindisino
L’episodio registrato a Francavilla Fontana non rappresenta purtroppo un caso isolato nel territorio. Negli ultimi anni, l’azione di vigilanza del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi ha già portato alla segnalazione alla Procura della Repubblica di altri cinque amministratori di sostegno per reati di analoga natura finanziaria e predatoria.
L’intervento odierno conferma il costante presidio economico-finanziario attuato dal Corpo della Guardia di Finanza, volto a contrastare i fenomeni di illegalità che colpiscono i cittadini più vulnerabili. L’obiettivo delle Fiamme Gialle resta quello di verificare la trasparenza e la correttezza nell’adempimento dei doveri legali da parte di chi esercita funzioni di tutela, salvaguardando l’integrità di chi si trova in precarie condizioni di salute e necessita di sostegno protettivo.











