Ci stiamo preparando al peggio per cercare di farci trovare pronti e con una struttura sanitaria in grado di reggere l’urto di una pandemia che sta aumentando i propri numeri anche in Puglia.
Un nuovo Piano Ospedaliero, più ampio rispetto a quello presentato alcuni giorni fa, è stato illustrato questa mattina dal Presidente regionale, Michele Emiliano, dal Direttore del dipartimento salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, e dal prof. Luigi Lopalco.
“Stiamo presentando uno scenario che speriamo non si verifichi mai, ma che comunque dobbiamo preparare per evitare di essere presi in contropiede. Uno scenario con 3.500 contagiati da coronavirus”. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sottolineando come si tratta di un numero molto importante, e senz’altro superiore rispetto ai 2000 preventivati in precedenza, ma si tratta pur sempre di uno scenario molto negativo.
Ed intanto sono diventati undici gli ospedali in “prima linea” nell’emergenza coronavirus: all’iniziale rete si sono aggiunti gli ospedali di Galatina e San Giovanni Rotondo. Completano la “rete Covid” gli ospedali Policlinico di Bari, il Riuniti di Foggia, Perrino di Brindisi, Moscati di Taranto, Fazzi di Lecce e l’ospedale di Bisceglie, a cui devono aggiungersi il Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari), i privati che hanno aderito all’appello della Regione sono Villa Lucia di Conversano (Bari) e Anthea Hospital, a Bari.
I numeri del piano ospedaliero, che possono essere letti ed esaminati nelle slide che presentiamo nella galleria in allegato, per quanto riguarda la terapia intensiva passano da 173 a 344; quelli di pneumologia da 186 a 564 posti letto; quelli di malattie infettive da 352 a 709 unità. A questi si aggiungono 493 posti letto post acuzie per quei pazienti guariti, complessivamente quindi i posti letto sono 2.143. Gli ospedali “No Covid”, invece, sono 24 pubblici e 22 privati, in tutto quindi 46.
Emiliano ha precisato che, ad oggi il 38% degli ammalati è ricoverato e il 7% è in terapia intensiva. Attualmente 121 pugliesi sono ricoverati in rianimazione, 154 in pneumologia e 294 in malattie infettive.
Gli ospedali “No Covid”, invece, sono 24 pubblici e 22 privati, in tutto quindi 46.
“La fase 1 della riorganizzazione era stata condotta sulla base di una previsione di 2000 casi in Puglia, considerato il peggior dato possibile al 25 marzo. Ad oggi in Puglia abbiamo raggiunto 1800 casi. La previsione dei 2000 casi sarà raggiunta tra un paio di giorni”, ha spiegato il prof. Lopalco che ha quindi sottolineato l’esigenza di una correzione del piano originario, come peraltro era già stato prospettato come ipotesi di lavoro alcuni giorni fa.
“I 1.800 positivi sono il frutto di un forte lavoro di identificazione sul territorio che ci ha portato a fare oltre 14.000 tamponi dei quali il 12% sono risultati positivi. Confidiamo che i numeri che forniamo siano molto vicini alla realtà del sistema di sorveglianza», ha chiarito il medico”.
Sui tempi per uscire dalla piena emergenza sanitaria Lopalco è stato molto chiaro. Non si può parlare di un picco ne’ di tempi, e quello del 9 aprile, che pure qualcuno ha presentato come il possibile giorno di svolta in Puglia per la limitazione del contagio non è altro che una ipotesi matematica sulla base di un modello troppo complesso e strutturato, soprattutto perchè guarda l’intera Nazione e non le singole realtà regionali.
“Ci aspettiamo – ha sottolineato Lopalco – per la prossima settimana un calo della curva epidemica. In ogni caso ribadiamo la necessità di restare a casa per non vanificare gli sforzi. Attualmente siamo seduti su una bomba, e dobbiamo fare di tutto per disinnescarla”.











