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Dal Lockdown al Final Closure il passo è breve. L’allarme di Ugl Bari

Secondo Antonio Caprio,segretario Territoriale della Confederazione UGL di Bari, il lockdown sta mettendo in crisi il mondo del lavoro. “Sono seriamente preoccupato – sottolinea – 4 lavoratori su 5 sono interessati alla chiusura totale o parziale delle attività, i settori  più colpiti risultano essere, le attività commerciali , il turismo,  il manifatturiero. Settori questi,  che tengono in piedi circa il 50%  del PIL  della Provincia di Bari”.

“Non possiamo più attendere le eventuali aperture stimate per fine maggio, il perdurare di tali chiusure, metteranno definitivamente in ginocchio queste attività , se solo si pensa che serviranno almeno due anni affinchè l’economia possa ritornare ad avere una crescita più o memo pari a quella di gennaio 2020, allora l’impatto sull’occupazione sarà devastante”.

Ritengo che il governo debba avere il coraggio di rischiare , “rischiare non significa non interessarsi della salute dei cittadini” , rischiare come lo intendo io , significa “ facendo tamponi e test a tappeto su tutta la popolazione”, mirati a tenere sotto controllo il rischio contagio, fornendo la cosiddetta patente d’immunità. E’ vero siamo ancora nel pieno dell’emergenza sanitaria, una emergenza che temo che non finirà molto presto, ma dobbiamo necessariamente riprendere a lavorare , mettendo in sicurezza i lavoratori , fornendo loro i dispositivi di sicurezza , garantendo le giuste distanze interpersonali, sanificando costantemente i luoghi di lavoro e  attivando  sistemi di controllo della temperatura corporea attraverso l’uso di Termoscanner.

“Se si continua di questo passo, la prossima emergenza del dopo COVID-19 sarà quella sociale a seguito della chiusura di molte attività con relativa ricaduta occupazionale , emergenza questa, che colpirà tutti indistintamente .

Già s’ iniziano ad avere le prime avvisaglie , molti sono i  piccoli commercianti e i piccoli imprenditori  che temono di non riuscire a ripartire  se i tempi  venissero nuovamente allungati, con una notevole perdita di posti di lavoro.

Per questo ritengo che la politica non possa più attendere la scienza , bisogna far ripartire tutto quanto prima , mettendo in sicurezza cittadini e lavoratori , sburocratizzando le procedure di finanziamento per le aziende facendogli avere liquidità immediata , eliminando lacci e lacciuoli che s’intrecciano tra di loro”.

“L’allungamento dei tempi e il distanziamento sociale – ribadisce il sindacalista – è servito a mettere i sicurezza il sistema sanitario, quel sistema falcidiato dai tagli continui  alla sanità imposti dalla Comunità Europea , quella stessa Comunità Europea che oggi a fronte di aiuti economici , ci impone l’applicazione del MES , facendo entrare la nostra nazione in un sistema vorticoso di debiti su debiti. Allora, ora è arrivato il momento di mettere in sicurezza tutto il sistema economico italiano, non possiamo permetterci ulteriori disoccupati , non possiamo permetterci che il sistema economico già  fragile del nostro territorio possa passare dal  loch down al final closure.

Noi della UGL auspichiamo che la task force messa in campo dal governo possa avere la consapevolezza della dimensione sociale che potrebbe avere il persistere del loch down , confrontandosi non soltanto tra di loro, ma allargando il confronto alle parti sociali tutte, al fine di condividere modi  e termini delle cosiddetta fase 2 ,che deve avvenire il più presto possibile senza se se e senza  contemperando il diritto alla salute con il diritto al lavoro”.

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Redazione
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