È di pochi giorni fa la notizia del ritorno del fratino sul lungomare di Bari, in zona San Giorgio. La presenza di questo uccello, il Charadrius alexandrinus, sulle spiagge “certifica” la loro salute, quindi un ambiente e un mare pulito. Avevamo già parlato di questa specie minacciata l’anno scorso, in occasione del famigerato Jova Beach Party, il tour estivo di concerti di Jovanotti, organizzato con la partecipazione del WWF, che rischiava di compromettere l’habitat del fratino proprio nel periodo di riproduzione.
Il fratino è tornato anche in altre spiagge pugliesi quest’anno? La mancata frequentazione umana è un vantaggio per questa specie e, in generale, per la fauna che popola il nostro territorio? Per rispondere a queste domande abbiamo chiesto l’aiuto di Legambiente.
Il fratino ritorna a Barletta
A distanza di quasi un anno abbiamo domandato a Raffaele Corvasce, il presidente della sezione di Legambiente di Barletta, se ci sono stati avvistamenti di fratino sulla loro costa, particolarmente amata da questi trampolieri. “Abbiamo verificato con piccolissimi avvistamenti e attraverso brevi video amatoriali, zoomando da lontano, che quest’anno c’è una grande presenza fratini sul lungomare Mennea”, ha confermato Corvasce. Questa presenza è senz’altro frutto di un lavoro iniziato proprio l’anno scorso, con la limitazione di aree protette dedicate al fratino. “L’ottenimento di aree da proteggere e monitorare per la nidificazione del fratino ci è stata concessa per la prima volta l’anno scorso ed è stato un progetto portato avanti da Legambiente ed ENPA-Ente Nazionale Protezione Animali. Quest’anno abbiamo inoltrato una nuova richiesta e siamo in attesa di avere conferma delle aree da destinare alla protezione. Al momento abbiamo chiesto anche un permesso per poterci recare sul luogo per le attività di monitoraggio: dati i limiti di circolazione del decreto legge legato al COVID-19, abbiamo richiesto il permesso per 3 operatori che possano circolare sulla spiaggia e verificare la situazione, considerando l’inizio dei lavori per la stagione estiva nei lidi. Per ora, però, possiamo dirci tranquilli, proprio per la mancata frequentazione delle spiagge”.
L’anno scorso, grazie all’interessamento di Legambiente ed ENPA, è stata concessa un’area protetta per la nidificazione del fratino pari a circa 7500 metri quadrati, realizzata con modalità poco invasive per gli uccelli ma anche per i fruitori stessi della spiaggia. La recinzione è stata realizzata con pali in legno di castagno e corda in fibra naturale, gli operatori si sono occupati di eliminare eventuali rifiuti e monitorare la presenza del fratino. Il lavoro svolto ha permesso di salvaguardare la fauna della spiaggia senza creare problemi ai bagnanti. Raffaele Corvasce ha spiegato: “La nostra fortuna è l’avere una profondità della spiaggia (la distanza tra la strada e il bagnasciuga) che misura, in media, dai 70 ai 100 metri. Quindi recintare e proteggere un’area della profondità di 40-30 metri a partire sempre dalla strada, significa lasciare più di 40-50 metri di spiaggia ai bagnanti, senza scontentare nessuno”.
Per raggiungere un risultato come la crescita esponenziale delle coppie di fratino sulle spiagge barlettane è stato importante anche il costante dialogo tra Legambiente, ENPA, il Comune e Barsa, la società che si occupa dei servizi ambientali. “Noi aspettiamo fiduciosi i permessi per monitorare l’arenile e delimitare l’area protetta. Purtroppo la quarantena ha rallentato un po’ l’iter, ma ci rendiamo conto pienamente delle circostanze”.
La quarantena: un vantaggio per il fratino e per la fauna pugliese?
L’epidemia di COVID-19 ha rallentato l’attività di monitoraggio e salvaguardia ma, la mancata frequentazione della spiaggia a causa della quarantena, non è un discreto vantaggio per il fratino? “Assolutamente sì. – ha risposto Corvasce – Anche l’anno scorso c’è stato un periodo di notevoli piogge, in particolar modo durante i weekend. La situazione meteorologica ha fatto sì che il sabato e la domenica ci fosse poca presenza sulle spiagge di gente a passeggio, lasciando più spazio e più tranquillità per questi piccoli volatili”.
Ultimamente in rete abbiamo visto video e fotografie, reali o rimaneggiate per confezionare fake news, che mostrano come gli animali, in mancanza dell’uomo, stiano riappropriandosi di spazi urbani e selvatici. Oltre al fratino, in questo periodo di quarantena in cui le attività umane hanno raggiunto un livello minimo in città ma anche fuori, ci saranno altre specie a godere della limitata presenza umana? Maurizio Manna, presidente della sezione di Gallipoli di Legambiente, è ottimista: “Certo, ci sono degli enormi vantaggi. Ci sono soprattutto nelle aree di maggiore affollamento, negli stessi parchi e aree costiere che sono utilizzate per attività balneari e turistiche. Quindi, già ad oggi, una praticamente nulla frequentazione dell’area extraurbana ha consentito a numerose specie di utilizzare quegli spazi senza disturbi. Parliamo soprattutto di specie molto vulnerabili – come il fratino – che, normalmente, confliggono con la presenza umana sulle spiagge, nidificando sulle superfici sabbiose aperte, quindi nell’area che noi utilizziamo per pescare, per andare a farci il bagno o per accamparci con i nostri ombrelloni. Il fratino si reinserirà senza correre il rischio di vedere distrutti i nidi o anche, semplicemente, senza avere il disturbo della presenza di persone, la quale riduce moltissimo la capacità di nidificare e di portare a termine la nidificazione”.
Anche un altro animale, frequentatore dell’ambiente marino, in un certo qual modo ringrazierà quest’epidemia: la tartaruga marina (Caretta caretta). Infatti Manna ha proseguito: “Poi dobbiamo pensare, di qui a quest’estate, alle tartarughe marine che sono un’altra specie espressamente in conflitto con l’uomo per l’accaparramento degli spazi. Normalmente è una specie molto elusiva ma sono tantissimi i nidi di tartarughe. Questi animali nidificano lungo tutto l’arco ionico e quello adriatico, almeno fino a Brindisi. Ci sono testimonianze di nidificazione persino fino a Pescara, quindi anche fuori regione. Crediamo che sarà un’annata eccezionale perché i disturbi principali per le madri sono spiagge illuminate e altri deterrenti fisici (ostacoli come i lettini e l’attrezzatura balneare) che le portano, a volte, a fallire la nidificazione poiché depongono le uova vicino alla battigia e così, purtroppo, vengono sommerse dall’acqua e distrutte. Senza bagnanti o passeggiatori, invece, le tartarughe saranno in grado di guadagnare la parte alta della spiaggia e garantirsi il successo della nidificazione. Questo sarà un grossissimo vantaggio per la specie e ci saranno molte più uova che riusciranno a schiudersi. Ci sarà una generazione apprezzabile, dal punto di vista numerico, alla fine di questa stagione di nidificazione che, lo ricordiamo, va da giugno fino anche a settembre, in casi eccezionali”.
Una buona annata per fratini e tartarughe. E non solo. “Moltissimi uccelli, chiaramente, non avranno disturbo nelle aree selvagge e potranno nidificare in pace”, ha aggiunto Manna.
E il nostro rapporto con la natura? L’osservare e il comprendere il nostro impatto sull’ambiente, il riflettere guardando dalle finestre delle nostre case il paesaggio risvegliato dalla primavera, ci cambierà? Riusciremo finalmente a capire quanto siamo connessi, nelle azioni e nelle scelte, con il nostro Pianeta? “Assolutamente sì. Diciamo che questo periodo, al di là chiaramente della situazione drammatica in cui si vive, delle problematiche mediche, delle sofferenze, della costrizione e dei danni economici, farà meditare tante persone, darà il tempo di pensare che effettivamente là fuori la vita continua, che anzi liberiamo spazi. La gente sicuramente tornerà con un altro spirito. Io sono convinto che sarà così. Si uscirà da casa non più con quella incoscienza aggressiva che abbiamo avuto fino ad ora, ma si apprezzerà molto di più non solo la propria libertà ma anche quello che troveremo quando la quarantena sarà finita: un mondo più pulito, meno rifiuti, meno persone che scaricano nelle campagne e nelle aree parco. Un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo lasciato qualche mese fa. E sicuramente il cittadino comune uscirà con un approccio differente, una sensibilità, una meraviglia anche nell’osservare la natura”.
Credit immagine: foto di Rison Thumboor from Thrissur, India. Licenza CC BY 2.0.




















