A partire dal prossimo 4 maggio entreremo nella seconda fase della quarantena. Misure meno pressanti e qualche libertà in più, ma ancora assolutamente distanziati e con tutte le precauzioni di una situazione che non è affatto superata.
Il tema più controverso è sicuramente quello su chi si potrà vedere e chi no. Il Dpcm approvato due giorni fa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte afferma che «si considerano necessari gli spostamenti per incontrare i congiunti» ed è proprio questo uno dei principali casi di intepretazione.
Il codice civile non dà una definizione di congiunti, mentre parla specificatamente di ‘parenti e affini’. Una nozione che, se interpretata in questo modo, esclude di fatto tutti coloro che non sono legati da un vincolo affettivo giuridicamente rilevante, cioè fidanzati e coppie di fatto. Palazzo Chigi ha però già chiarito che nella definizione rientrano anche «fidanzati e affetti stabili».
Dal punto di vista della parentela sono congiunti sia i consanguinei legati da ascendenza e discendenza, come genitori e figli, nonni e nipoti, sia chi ha legami orizzontali, come fratelli e sorelle. Gli affini sono invece i cosiddetti parenti acquisiti: suoceri, generi, nuore, cognati e coniugi.
In ogni caso resta in piedi il divieto di assembramento.
Ma intanto il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, ha precisato che il nuovo Dpcm non consentirà di raggiungere le seconde case. “Non si possono raggiungere le seconde case. Mi sembra che ci sia qualche presidente di Regione che lo sta ipotizzando, ma nell’ambito di questo Dpcm non è possibile”.












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