Voi sareste capaci di trovare un solo italiano che possa pur lontanamente reputare affettuosi gli Istituti di Credito? Eppure il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto loro un “atto d’amore” per dare liquidità alle imprese. Così l’ANSA del 28 Aprile:
“È un atto d’amore che chiedo alle banche”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Lodi facendo appello al sistema bancario affinché “faccia un grande sforzo per erogare liquidità alle imprese che hanno bisogno. Venite incontro a queste richieste”.
Sembra una battuta da “Le più belle frasi di Osho” ed invece il Premier ha davvero invocato il più alto e nobile dei sentimenti per antonomasia – quello stesso che ha fatto insorgere il web sulla definizione di congiunti e affetti stabili – per far sì che dal 04 maggio si possano riunire le famiglie.
Ora è vero che il nostro è un Paese ricco di inventiva, innovazione, fantasia, calore, e probabilmente dalla prossima settimana spunteranno come funghi relazioni stabili e sentimenti traboccanti come mai avevamo registrato prima, ma nessuno – per pudore ed amor proprio – autocertificherebbe mai una dipendenza affettiva con la propria filiale di banca.
Senza un poderoso intervento legislativo e finanziario, siamo sicuri che oltre alla ciotola delle caramelle nell’ufficio del Direttore, troveremo anche fasci di finanziamenti? Alla fase 2 l’ardua sentenza. Nel frattempo ci viene in soccorso Enrico Brignano con uno dei suoi più preziosi cavalli di battaglia.











