“Il 9 maggio è il giorno in cui Aldo Moro venne ucciso. La barbarie brigatista giunse allora all’apice dell’aggressione allo Stato democratico. Lo straziante supplizio a cui Moro venne sottoposto resterà una ferita insanabile nella nostra storia democratica”. Lo scrive il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel Giorno della memoria per le vittime del terrorismo, che coincide con quello in cui ricorre l’anniversario dell’uccisione di Aldo Modo ad opera delle Brigate Rosse.
ll cadavere del professore e parlamentare barese, infatit, venne ritrovato il 9 maggio 1978 all’interno di una Renault, posteggiata in via Caetani e Roma. Dopo 55 lunghissimi giorni di prigionia, durante i quali il leader della Dc venne sottoposto a una sorta di “processo”, dopo estenuanti trattative e dopo che i partiti politici non riuscirono a trovare una strategia efficace e condivisa per ottenerne la liberazione, il commando decise di uccidere l’onorevole.
Nello stesso drammatico giorno, il 9 maggio 1978 in Sicilia viene ucciso Peppino Impastato, giornalista ed attivista politico in prima linea nella lotta contro Cosa Nostra e la Mafia. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali di Cinisi, in provincia di Palermo, ma non fa in tempo a sapere l’esito delle votazioni perché, dopo vari avvertimenti che aveva ignorato, nel corso della campagna elettorale viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio. Col suo cadavere venne inscenato un attentato, per distruggerne anche l’immagine, in cui la stessa vittima apparisse come suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo gli elettori di Cinisi votano comunque il suo nome, riuscendo ad eleggerlo simbolicamente al Consiglio comunale.
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“Respinta la minaccia terroristica – dice il Capo dello Stato – oggi ancor più sentiamo il dovere di liberare Moro e ogni altra vittima da un ricordo esclusivamente legato alle azioni criminali dei loro assassini. Nel riscoprire il pensiero, l’azione, gli insegnamenti di Moro e di tanti altri giusti che hanno pagato il prezzo della vita – conclude – ritroveremo anche talune radici che possono essere preziose per affrontare il futuro”.
La legge 56/2007 riconosce il giorno 9 maggio, anniversario dell’uccisione dell’Onorevole Aldo Moro, quale “Giorno della Memoria” delle vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice.
La giornata è stata istituita per ricordare e tributare il riconoscimento del Paese alle vittime nonché il sostegno morale e la vicinanza umana alle loro famiglie.
A Bari intanto nel 42° anniversario dell’assassinio dello di Aldo Moro il presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo deporrà una corona presso il monumento in Piazza Moro dedicato allo statista e alla sua scorta.
Promossa come ogni anno dalla Federazione Centri Studi “Aldo Moro e Renato Dell’Andro”, la cerimonia si svolgerà in forma riservata, sobria e non pubblica, nel rispetto delle misure restrittive per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Interverrà il sindaco Antonio Decaro.











