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San Cesario, l’ospedale sarà riconvertito in struttura Covid. Le preoccupazioni del sindaco Coppola

Si dice preoccupato e perplesso il sindaco di San Cesario nell’apprendere che l’ospedale del Comune salentino sarà riconvertito interamente per curare malati Covid-19 in vista di una possibile seconda ondata di contagi.

“Pur essendo conscio della possibilità che si verifichi una “seconda ondata” di contagi – scrive il sindaco Fernando Coppola – rendendo nuovamente indispensabile avere a disposizione un certo numero di posti letto dedicati, ho il fondato timore che dedicare una struttura del genere esclusivamente al COVID ne possa comportare, alla lunga, la chiusura”.

“Quando vi è stata la necessità di allestire il reparto COVID presso il nostro ospedale, il processo è stato molto veloce, tanto da renderlo operativo in pochissimi giorni. Oggi, con l’esperienza accumulata dagli operatori in questa emergenza, sarebbe certamente possibile attuare le misure necessarie in tempi ancora più rapidi”.

“Per questo motivo contesto con forza questa scelta e ritengo che sia necessario ripensare al programma di riconversione proposto, approntando in sicurezza un’area COVID, separata e protetta dai corretti protocolli e riaprendo aree “pulite”, con agli ambulatori già presenti e, soprattutto, con il servizio di riabilitazione che rappresenta una vera e propria eccellenza dell’intero territorio regionale.”

“Facciamo tesoro dell’esperienza vissuta in piena pandemia. È innegabile che se non avessimo avuto gli ospedali periferici questa emergenza sarebbe stata ingestibile e la sanità sarebbe andata al collasso. Tutto questo non può essere dimenticato!”

“Sarebbe miope – conclude il sindaco di San Cesario – non valorizzare un “tesoro” come quello di cui si dispone presso l’ospedale di San Cesario e, anzi, smembrarlo e dismetterlo creando disservizi ad un bacino di utenza che, in alcuni casi, supera i confini regionali e coinvolge diverse migliaia di potenziali pazienti”.

E sulla stessa linea del sindaco di San Cesario sono anche i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, che in una nota si rivolgono direttamente a Michele Emiliano.

“Circa la volontà del presidente Michele Emiliano di riconvertire l’Ospedale di San Cesario di Lecce in struttura Covid, teniamo a rivolgergli, in quanto anche Assessore alla Sanità, due domande. Una è di merito: se l’indice di contagio in Puglia è pari a zero, è davvero opportuno demolire i reparti di una struttura (sarebbe l’ennesima cancellata da Emiliano) di eccellenza quale quella di San Cesario per trasformarla in ospedale Covid, smembrando ad esempio il servizio di riabilitazione? Al di là del merito, poi, vorremmo comprendere come mai per questa scelta non sia stata coinvolta l’amministrazione comunale né il primo cittadino, che è di fatto Autorità sanitaria e capo della Protezione Civile.

Ancora una volta l’uomo solo al comando pensa di poter gestire la Sanità – e quindi la salute dei cittadini – senza ascoltare le voci di chi vive il territorio ogni giorno e di chi conosce le reali esigenze di quanti finora hanno scelto di curarsi negli ospedali pugliesi”.

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Redazione
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