HomeBlogL’oro Giallo della Puglia: dalla coltura alla cultura dell'olio

L’oro Giallo della Puglia: dalla coltura alla cultura dell’olio

L’ulivo, dal tronco tozzo, nodoso e contorto, e ramificazioni sparse che danno origine ad una chioma disordinata e folta, di foglie piccole e sempreverdi, è un albero comune un po’ in tutti i Paesi Mediterranei.

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Rappresenta un elemento fondamentale per la bellezza e la unicità del paesaggio, reso unico dalla storia dei popoli che, avvicendandosi, hanno coltivato e custodito queste terre, tramandando questa straordinaria ricchezza.

In Italia, molto probabilmente fu portato dai Greci, e poi coltivato dagli Etruschi a partire dal VII secolo a.C.

La produzione ed il commercio del “prodotto olio” ha avuto inizio con l’Impero Romano.

Sia i popoli orientali che quelli europei hanno sempre considerato questa pianta un emblema sacro, come augurio di pace e di prosperità. Nell’antica Grecia le foglie d’ulivo venivano intrecciate ed usate per cingere il capo degli atleti vincitori nelle competizioni delle olimpiadi, come simbolo di gloria. La Puglia è la Regione con un #patrimonioolivicolo molto significativo, con un’alta concentrazione millenaria e dove nessun albero autoctono, come l’ulivo, ha visto la trasformazione da “coltura” in “cultura” e diventare l’una parte integrante dell’altra.

Se ne contano milioni, disseminati nelle campagne pugliesi dei quali, per la maggior parte, ultrasecolari. Con la loro antica storia sono uno “status symbol” per eccellenza, che si identifica con il territorio pugliese, oltre a rappresentare ricchezza e una preziosa fonte economica. Ce ne sono di tante varietà e peculiarità diverse, assunte in rapporto alla caratteristica del terreno, alla esposizione climatica e alle modalità di coltivazione, aspetti che hanno determinato una selezione delle qualità, legate soprattutto alla resa del frutto. Sono dei veri e propri monumenti dalle svariate forme, che amano il sole, l’acqua e i terreni ampi, scolpiti nel tempo dalle preziose mani della natura. Sculture viventi dalle sagome umane che sembrano abbracciarsi, e dalle sembianze di volti che osservano e sembrano voler parlare.

Il loro fascino, unico, incanta chiunque li osservi, ed è da sempre pura fonte di ispirazione per gli artisti.

Da non dimenticare che l’olio di oliva, il prezioso orogiallo della Puglia, è l’elemento base della dieta meditarrena, il cui valore è stato riconosciuto universalmente dall’UNESCO nel 2010, come Patrimonio Immateriale dell’umanità, nonché come un eccellente prodotto turistico. In Puglia vi è una porzione di territorio, conosciuta come la piana degli Ulivi, nell’area territoriale che include le città di Ostuni, Fasano, Monopoli e Carovigno, che è possibile visitare passando attraverso un mondo incantato, fatto di sentieri, tratturi e antiche strade, e dove è possibile godere della vista dei più grandi e spettacolari ulivi millenari.

Alcuni percorsi includono anche la visita a fattorie, masserie didattiche o antichi frantoi, testimonianze della millenaria cultura dell’olio di oliva, e dove poter assistere alla raccolta e alla spremitura dei preziosi frutti.

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Evelina Giordano
Evelina Giordano
Evelina Giordano, Pubblicista dal 2009, Founder Gruppo “Ovunque Puglia”, Responsabile Attività culturali del Cesvir (Centro economia e sviluppo italo-russo), Direttore del Festival dell’Arte russa a Bari e in Puglia e del Festival dell’Arte pugliese in Russia.

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