Come si può ripartire in sicurezza per il prossimo anno scolastico senza un adeguato incremento del numero degli insegnanti e la loro formazione ai protocolli specifici di sicurezza?
Mentre il tempo passa e settembre è molto più vicino di quel che si pensa, da Roma arrivano ancora risposte troppo vage sull’avvio del prossimo anno scolastico.
A più riprese le rassicurazioni sono state: “avremo più insegnanti, ci sarà tutto il personale necessario, le scuole verranno messe a norma, verranno utilizzati spazi alternativi, ci sarà la massima sicurezza per gli studenti ed i lavoratori”.
Ma cosa e come di preciso ancora non si sa.
Ad oggi gli atti del Governo sono andati nella direzione di mettere nelle mani dei Comuni fondi necessari per l’acquisto di materiale scolastico (banchi e cattedre) a norma. Poco o nulla si sà, invece, sulla questione del personale, sulla stabilizzazione dei precari della scuola, sui nuovi organici, su un concorso che era stato sbandierato nei mesi scorsi ma che è ancora nelle intenzioni della politica, ma non nella realtà quotidiana.
E le Regioni stanno ad aspettare, perchè sull’organico occorre avere il via libera dal Ministero.
“Attendiamo dal Ministro Lucia Azzolina risposte sulla previsione di un organico di emergenza dei docenti”.
Esprime forte preoccupazione sul tema, l’assessore regionale all’Istruzione, Sebastiano Leo, che ha partecipato, ieri a Roma, alla Commissione Istruzione e Lavoro della Conferenza delle Regioni.
“Abbiamo elencato le criticità e presentato le nostre proposte in occasione del parere sul Piano scuola 2020-2021”, spiega Leo, “ma è necessario attivarsi quanto prima”.
Dal Miur era stato assunto l’impegno di rafforzare l’organico con la previsione di un “organico per l’emergenza”, partendo dal reintegro immediato dei 1090 posti comuni di docenti e dalla conferma del numero di autonomie scolastiche dell’anno in corso. “I miei colleghi ed io – sottolinea Sebastiano Leo – ci attendevamo delle risposte già nella scorsa settimana. E’ indispensabile individuare celermente un piano operativo e per questo abbiamo proposto che il contingente di organico per l’emergenza sia ripartito tra le Regioni stabilendo a monte regole e criteri trasparenti”.
L’assessore pugliese aveva, in pieno lockdown, scritto una lettera alla stessa Azzolina e al Ministro Gualtieri, sottolineando l’esigenza della regione di avere maggiore personale nel mondo scolastico, sia sul fronte dei docenti che su quello del personale amministrativo. “Il Covid – si legge in quella missiva al Governo – ha acuito problemi che da anni vedono la nostra Regione impegnata a rappresentare una più attenta pianificazione del fabbisogno di tutto il personale. Il nostro sistema scolastico, dal punto di vista dell’apprendimento e della competenza, è eccellente. E l’Ente ha investito largamente sul diritto allo studio. Ma in questo momento complicato, tutto questo non basta”, la chiosa di quella lettera. Dopo il confronto di ieri, oggi in Conferenza delle Regioni è previsto un punto specifico sul Piano scuola.
“Sarà l’occasione per esplicitare le criticità maggiori di fronte all’appuntamento con la riapertura delle scuole in tutta sicurezza” – dice l’assessore Leo che, a tal proposito, ricorda quelle già segnalate al Miur in quella missiva: “Le scuole del primo ciclo di istruzione solo in minima parte possono offrire il tempo pieno; le classi, di tutti gli ordini di istruzione, presentano un rapporto alto tra alunni e insegnante; l’organico amministrativo non è sufficiente a coprire tutte le necessità della comunità scolastica. E’ evidente che la necessità del distanziamento sociale che deriva dal Coronavirus non potrà che acuire queste problematiche in maniera esponenziale”.











