Tempi strettissimi e sul piatto l’opportunità da una parte di inserire la doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese, dall’altro quello di ripetere quanto accaduto nel corso della scorsa legislatura, quando il Consiglio Regionale non si esprimette ed anzi, a voto segreto, ha bocciato l’allora proposta di legge.
Prima quasi 5 anni di silenzio ed oblio, ed ora una corsa contro il tempo, tra pressioni e prese di posizione che però devono tradursi in leggi per poter essere davvero concretizzate. E domani si riparte dalla Commissione, dove arriva il provvedimento della Giunta Regionale che intende introdurre la norma nella legge elettorale pugliese.
E sulla doppia preferenza di genere torna a parlare, con un appello, Patrizia Del Giudice, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Puglia.
La Del Giudice si rivolge ai consiglieri regionali al presidente del Consiglio Loizzo e al presidente Emiliano.
“Il prossimo 15 luglio giungerà in VII Commissione il provvedimento voluto e deliberato, lo scorso 9 luglio, dalla Giunta, in ordine alla doppia preferenza di genere.
Ciò che vogliamo sottolineare è che ci appare davvero tardivo l’iter che si palesa ancora ai nostri occhi per ottenere la indiscutibile modifica alla Legge elettorale in Puglia per le prossime elezioni previste per il 20 e 21 settembre prossimi. Vale la pena rammentare che dopo essere licenziato dalla VII Commissione, il provvedimento passa all’esame del Consiglio regionale per essere votato.
Da quanto ci riferiscono il Consiglio dovrebbe essere convocato il 28 luglio prossimo.
Alla luce di questi tempi lunghi ed estenuanti non vorremmo dover intendere che questo esercizio faccia parte di un disegno irricevibile, quello cioè di tirarla sino all’ultimo istante per rendere improponibili ed improbabili le candidature di genere femminile.
Se così fosse, ci corre l’obbligo di evidenziare che verrebbero meno, inequivocabilmente, gli elementi di parità oggettiva così tante volte richiamati.
A fronte dei ripetuti moniti della Camera dei deputati e del Governo alle regioni inadempienti rispetto alle previsioni elettorali sulla parità di genere, e in considerazione della possibilità del Governo di attivare in materia di violazione dei diritti civili i poteri sostitutivi ex art. 120 Cost. in caso di perdurante inerzia del Consiglio regionale, risulta evidente l’illegittimità di consultazioni elettorali che si svolgano in violazione dei principi costituzionali e in violazione delle disposizioni della legge n. 20/2016, che la Commissione pari opportunità regione Puglia assieme alla rete delle donne e dei comitati nati per questo scopo, farà valere in tutte le opportune sedi a tutela del diritto fondamentale alla parità di genere”.











