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Regionali 2020. Il M5S Puglia sceglie di competere in coalizione e si sdoppia

Una coalizione tra il M5S ed una lista civica formato da esponenti di fatto aderenti al programma dei 5 Stelle. Non più corsa solitaria per i grillini pugliesi che, dunque, scelgono di correre in coalizione.

Dopo il rifiuto di una coalizione con il centrosinistra, o a più volte l’allontanamento di ogni sorta di apparentamento o soltanto di desistenza tra Michele Emiliano ed Antonella Laricchia (designata candidata presidente pentastellato in Puglia), sono gli stessi aderenti al M5S Puglia a dare notizia della scelta effettuata quest’oggi sulla piattaforma Rousseau.

Il Movimento 5 Stelle alle prossime regionali in Puglia si presenterà in coalizione con una lista civica. È questo il risultato della votazione che si è conclusa poche ore fa sulla piattaforma Rousseau. Sono state espresse complessivamente 1.505 preferenze, di cui 1179 SÌ (78.3 %) e 326 NO (21.7 %).

“Sono felice – dichiara la consigliere regionale del M5S e candidata presidente alla Regione Puglia Antonella Laricchia – che i nostri attivisti abbiano detto sì alla mia proposta di correre con una lista civica per la cui composizione stiamo lavorando da tempo e abbiamo coinvolto tutti: portavoce comunali, parlamentari, europarlamentari, sindaci e consiglieri regionali, chiedendo a tutti di condividere quei contatti preziosi che spesso hanno arricchito le nostre proposte politiche nelle istituzioni”.

A spiegare modi di candidatura e programmi è la stessa Laricchia, che sottolinea come di fatto a designare i candidati della lista civica saranno comunque di fatto i vertici regionali del M5S.

“La lista si chiamerà Puglia Futura e tutti i candidati, così come quelli della lista del MoVimento 5 Stelle, dovranno firmare il programma elettorale che presenteremo a breve e che abbiamo realmente scritto con i pugliesi in un anno di lavoro. Un impegno solenne a fare le cose insieme, a superare le differenze di carattere, di modi di porsi, quando si condividono i principi di base e cioè la visione della Puglia e la strategia per realizzarla”.

“Abbiamo aperto – sottolinea Laricchia – anche alla possibilità di autocandidature che stanno continuando ad arrivare all’indirizzo listeciviche@antonellalaricchiapresidente.it. C’è grande entusiasmo del mondo agricolo, delle imprese, del sociale e dello sport. Chiamiamo persone con la fedina penale pulita, sconosciuti alle Procure per fatti contro la pubblica amministrazione, che siano dei punti di riferimento importanti nei loro ambiti, in cui hanno raccolto esperienze e si sono dedicati con amore e spirito di servizio agli altri. Chiediamo loro di raccontarci chi sono e cosa fanno in una lettera di presentazione. La selezione sarà serena, condivisa e nell’esclusivo interesse del potenziamento della squadra. Nessuna alleanza con i partiti ma solo con i cittadini che vogliono dare il loro contributo per cambiare la nostra regione”.

Ma perchè una coalizione, di fatto, tra M5S e “se stesso”, ovvero una sua costola di fatto con un altro nome? A spiegarlo viene in aiuto la stessa legge elettorale pugliese.

La soglia di sbarramento è dell’8% per le coalizioni e le liste che si presentano da sole e del 4% per le liste che si presentano in coalizione. Previsto un premio di maggioranza variabile: se la coalizione vincente raggiunge o supera il 40% dei voti, ottiene almeno 29 consiglieri; se riceve tra il 35% e il 40% dei voti, ottiene almeno 28 seggi; se scende sotto il 35% dei voti, gli vengono assegnati almeno 27 seggi sui 50 seggi complessivi (più il Presidente).

Di fatto con questa operazione il M5S si da un margine del 4% per poter eleggere propri rappresentanti in Consiglio Regionale. Se fosse andato da solo avrebbe dovuto raccogliere almeno l’8%. Adesso le basterà il 4%.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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