In riferimento al nostro articolo del 2 luglio 2020 dal titolo “Elezioni regionali, anche il Partito Animalista nella coalizione con Michele Emiliano” si precisa e specifica, come cortesemente richiesto dal Partito Animalista Europeo (PAE) che quest’ultimo non ha siglato alcun accordo elettorale con il Governatore Emiliano né garantito alcun appoggio alla sua candidatura. Sul punto, inoltre, si precisa che il Partito Animalista Europeo non ha dato alcuna indicazione di voto.
A chiederci tale precisazione, che puntualmente diamo ai nostri lettori, è il presidente del Partito Animalista Europeo Stefano Fuccelli. Ecco le sue parole.
“Dalla pubblicazione di questo articolo continuiamo a ricevere numerosi messaggi e telefonate da parte di cittadini di contestazione ed aspra critica per il nostro sostegno al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alle prossime elezioni regionali. L’equivoco è derivato dall’utilizzo del medesimo logo “Partito Animalista” adottato per le elezioni Europee 2019 con il quale il PAE ha concorso unitamente al PAI (Partito Animalista Italiano), ciò ha ingenerato perplessità e confusione su molti nostri sostenitori. Servirsi di tale logo indicando che è stato il decimo partito italiano alle ultime Europee omettendo, però, di specificare che in questa tornata elettorale non sarebbe stato presente il PAE è fuorviante, evidente l’intento di fare incetta di voti provenienti dal nostro bacino elettorale”.
E più specificatamente puntualizza. “Ci corre l’obbligo di specificare che il soggetto politico animalista che ha deciso di sostenere l’attuale Governatore della Puglia, non è il Partito Animalista Europeo. Per noi è inaccettabile sostenere un candidato che già ha governato, dando prova non solo del totale disinteresse nei confronti degli animali e dell’ambiente ma di condotte deprecabili a danno degli stessi animali che hanno ingenerato forte contestazione del mondo animalista: dai 27 milioni di euro provenienti dalle tasche dei contribuenti pugliesi per lo sfruttamento e la morte degli animali detenuti nei canili lager di cui la Puglia ne detiene il primato nazionale, ai 45 mila euro per seviziare e sfinire con le lance dei cavalieri i poveri buoi, drogati da farmaci vietati, nella corsa “barbarica” dei buoi a Chieuti, dal disegno di legge 67 del 2017, che prevedeva l’abbattimento anche di cani e gatti inselvatichiti, alla pessima gestione del canile di Bari quando era sindaco. Solo per citare alcuni esempi. Un cambiamento radicale promesso sotto le elezioni, è esclusivamente utilitaristico ai soli fini elettorali. Non crediamo alle folgorazioni sulla via di Damasco. Statisticamente le promesse di circostanza annunciate in piena campagna elettorale solo per accaparrarsi l’elettorato animalista si sono sempre verificate false, mai onorate. Chi dice il contrario è in malafede o uno sprovveduto”.
Noi naturalmente ci scusiamo per l’equivoco, ingenerato evidentemente dall’utilizzo di un medesimo nome genericamente indicato come “Partito Animalista” che ha portato a possibile confusione tra il PAI ed il PAE. Quest’ultimo, ribadiamo, nulla ha che fare con la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale pugliese, nè è in coalizione con Michele Emiliano.











