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Il Locus festival, che a Locorotondo ha appena concluso con successo la sua XVI edizione, arriva a Bari per concludere l’Estate con due speciali eventi EXTRALOCUS ad ingresso gratuito, nell’ambito delle iniziative ammesse al Bando “Arene culturali” del Comune di Bari.
Nella deliziosa location del Parco Archeologico di San Pietro a Bari, si esibiscono il venerdì 4 settembre KETY FUSCO e il sabato 5 settembre ANY OTHER: due nuove intriganti proposte della scena italiana più originale e con un approccio decisamente internazionale alla musica, fra elettronica e indie.
Ad accogliere il pubblico la mostra fotografica di Piero Percoco commissionata da Tormaresca (official partner del Locus Festival) in collaborazione col PHEST: una serie di santi e devoti pugliesi rappresentati in stile “Instagram” per rileggere in chiave contemporanea il tema “Religioni e Miti”.
L’ingresso è gratuito con prenotazione tramite l’app DICE.fm.
Il Parco Archeologico di San Pietro è a Bari, in Piazzale Cristoforo Colombo. L’inizio dei concerti è previsto per le ore 21:00.
Prenota per KETY FUSCO: https://link.dice.fm/0Rup74pB68
Prenota per ANY OTHER: https://link.dice.fm/Ckk4cP7B68

KETY FUSCO
Quando pensiamo all’arpa, la nostra mente dipinge scenari angelici, distese naturali in mezzo al verde, paesaggi dominati dalla pace e dalla tranquillità. Ci è difficile immaginare della musica diversa provenire dall’arpa, uno strumento poco sfruttato nella musica pop per la sua scarsa attrattiva e apparente mancanza di versatilità.
Per fortuna esiste chi, invece, è riuscito a trovare un proprio stile di espressione per esprimersi a pieno e a cercare nuovi modi di fare musica con l’arpa elettrica: stiamo parlando di Kety Fusco, musicista toscana trapiantata da sette anni in Svizzera che ha da poco pubblicato il suo primo album, Dazed, per la Sugar Music.
Gli ANY OTHER
di Adele Nigro sono un’anomalia. Mentre il gotha odierno dell’indie italiano insiste nel piegare l’etichetta indie ai suoi scopi e al gusto del proprio pubblico, la band di stanza a Milano se ne infischia e prosegue la sua avventura in direzione ostinata e contraria. Una storia bellissima, iniziata nel 2014 con “Silently. Quietly. Going Away”: un disco che grida indie, quello vero, quello con l’America, le chitarre e gli anni 90 nel cuore, ad ogni nota. In effetti è abbastanza difficile associare gli Any Other ad alcun act indipendente nostrano.
Per infilare qualche paragone calzante tocca puntare il radar ben oltre i confini nazionali, in direzione delle varie Hop Along, Courtney Barnett o Lucy Dacus; con le quali Adele, Marco e Niccolò (che ha sostituito Erica alla batteria) potrebbero dividere il palco per un tour senza che nessuno storca il naso.
Vero è che in Italia gli Any Other non riscuotono il seguito che meriterebbero, i ragazzi vantano però un tour estero vastissimo e fitto – di quelli che a un Calcutta non capiteranno mai.
PIERO PERCOCO
L’arcobaleno è sottovalutato. È quello che ha inciso Piero Percoco, fotografo di Sannicandro di Bari (BA) classe 1987, all’età di undici anni su un tavolino in legno. Molti anni dopo ha ritrovato il tavolino e si è reso conto che quella frase era perfetta per descrivere il suo flusso creativo fortemente caratterizzato e legato all’uso del colore.
Sì perché le foto di Piero, realizzate prevalentemente con lo smartphone, sono frammenti di quotidianità visti con unicità, proprio come unica e personale è, per ognuno di noi, la percezione del colore.











