Il voto disgiunto rappresenta la possibilità di dare la propria preferenza ad un candidato presidente della Giunta Regionale differente dalla scelta fatta per la (o le) preferenze per i consiglieri regionali.
Un’arma a doppio taglio che nella giornata di oggi vede scontrarsi, a colpi di appelli agli elettori, Michele Emiliano ed Antonella Laricchia. Storia di un amore mai sbocciato e che in questa campagna elettorale sta arrivando a punte di astio e conflitto davvero importanti.
“Gli elettori del Movimento 5 Stelle sanno che possono tranquillamente votare me come presidente e il Movimento 5 Stelle come partito. Questa è l’unica strada per non indebolire il Governo e salvare la Puglia”. Sono le parole di Emiliano che da sempre strizza l’occhio al M5S e che adesso, nonostante il grande diniego di una alleanza, o perlomeno di una desistenza, da parte della dirigenza pugliese pentastellata, cerca di convogliare su di se’ parte del voto grillino.
“Emiliano è in caduta libera – gli risponde Antonella Laricchia – il suo chiedere al M5s il voto disgiunto è l’ultimo gesto di un incapace disperato”. Per lei Emiliano non può essere “il collegamento con le politiche nazionali che serve al nostro territorio”, perché “è artefice dei disastri che mi candido a risolvere”, aggiunge Laricchia.
“Io fino a ieri ho incontrato gli olivicoltori con il Sottosegretario L’Abbate che sta risolvendo i problemi di accesso al credito delle imprese agricole, alle quali da mesi presentiamo i bandi nazionali (primo insediamento ISMEA, subentro o ampliamento, ecc) che offrono un’alternativa al disastro del PSR. Anche disastri come la sanità e i Consorzi di Bonifica ce li trasciniamo dall’epoca di Fitto, ed Emiliano si è mosso in perfetta continuità. La Puglia dev’essere salvata da Fitto e da Emiliano. Liberiamola, riprendiamola e restituiamola ai cittadini”.












