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Parla Fitto: “Siamo uniti e compatti. Oggi qualche capello bianco mi consente di avere più esperienza”

Un lungo palmares, un politico pugliese doc Raffaele Fitto, già Presidente della Regione Puglia dal 2000 al 2005, che a soli 31 anni divenne il più giovane della storia d’Italia. Oggi, come allora, corre come Governatore alle elezioni per il rinnovo della giunta che si terranno i prossimi 20-21 settembre.

Carriera ricca di soddisfazioni in Forza Italia, deputato, eurodeputato, Ministro, poi lo strappo con Berlusconi, la strada solitaria e l’approdo in Fratelli d’Italia. Il centrodestra dopo tre lustri è finalmente unito e compatto su un unico candidato, ed i sondaggi della scorsa settimana condotti da EMG Acqua, davano Fitto in vantaggio di sei punti (43,5%) sul principale sfidante Emiliano (37,5%).

On. Fitto, 15 anni fa è finito con lei il governo di centrodestra in Puglia, ed oggi la storia riparte esattamente da qui. Quale bagaglio di consapevolezza porterà alla guida della Regione in caso di vittoria?

“Dal 2000 al 2005, quando sono stato Presidente, abbiamo realizzato molte infrastrutture. Sono fiero dell’Aeroporto di Bari, di Brindisi, l’investimento sulla linea di Grottaglie, e tante altre opere che non cito. Sono di nuovo in pista non per ambizione personale, ho già svolto questo ruolo ed ho una buona visibilità in Europa.

Oggi i miei 51 anni però mi consentono non solo di ringraziare i cittadini pugliesi per avermi dato nuovamente fiducia per questa sfida, ma anche di avere maturato esperienza e consapevolezza. Abbiamo fatto degli errori, ci sono state discussioni profonde, però poi siamo giunti – come centrodestra – ad una compattezza vera.

Di fronte a noi una battaglia non semplice, anche se abbiamo una percezione positiva dell’opinione pubblica. Ho fatto tante campagne elettorali, mai però a luglio-agosto-settembre, ci sono modalità diverse, se non fosse per il Coronavirus avremmo sale strapiene o piazze ad esempio. Piano piano spiegheremo ai cittadini le ragioni vere per le quali urge cambiare la nostra Regione. Ne sono convinto io, il centrodestra, questa squadra, e lo faremo nei prossimi 5 anni.”

Non è stato facile raggiungere l’unità della coalizione. Sente che Fratelli d’Italia – Lega e Forza Italia, l’appoggino con lo stesso calore?

“Sento una profonda sintonia, ritrovata, con tanti amici che avevo lasciato tempo fa, specie in Forza Italia. Ed ovviamente ne ho trovati di nuovi all’interno della Lega di Matteo Salvini. Un grazie sentito va a Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, il mio partito, hanno creduto fermamente e per primi alla mia candidatura. Senza ipocrisia, voglio dire che si è ripristinato un rapporto molto vero e molto forte perfino con il Presidente Berlusconi.”

La Puglia è stata governata per due mandati da Vendola, ed uno da Emiliano. Perché oggi scegliere Raffaele Fitto?

“Il tema di questa campagna elettorale è particolare, bisognerà tracciare una linea di demarcazione tra ciò che è stato e ciò che dovremo fare. Se la mia candidatura fosse limitata esclusivamente a contare i disastri, sarebbe inutile. C’è una grande consapevolezza nei cittadini e nel mondo delle associazioni, di ciò che abbiamo perso in questi 15 anni. Non prometteremo cose generiche, la coerenza e la serietà pagano nel tempo. Abbiamo il vantaggio di una coalizione unita rispetto alla compagine avversaria.”

In un comunicato molto netto, le Sardine, reduci dell’evento di Lecce, hanno detto di lei: “(…) La memoria è una cosa seria e oggi la Puglia è un posto migliore. Il mare che navigavamo prima del 2005 non ci piace (…)”. Dal suo osservatorio qual è la Regione che ha lasciato all’epoca?

“Non vogliamo che la Regione Puglia diventi un super market elettorale, che distrugge le casse e la reputazione dell’Istituzione. Le faccio un esempio, vedere i direttori generali impegnati con la casacca della politica mentre viviamo il caos Covid-19, non lo possiamo consentire.

Siamo al festival delle contraddizioni, prima invitano i turisti a venire qui perché siamo Covid free, e poi qualcuno va in tv con la faccia seria e preoccupata per una seconda ondata. Oggi la mia sfida è con chi governa, ed il mio obiettivo è raggiungere risultati migliori. Non altre polemiche.”

Quali saranno i punti cardinali del suo mandato se gli elettori dovessero premiarla come Presidente? C’è un programma di coalizione?

“In Europa ci ridono dietro. La Puglia ha 1,6 miliardi di euro per lo sviluppo rurale, una cifra enorme! In sei anni siamo riusciti a spendere solo un terzo, tra l’altro con le stesse risorse bloccate dai ricorsi amministrativi. Dovremo trattare il tema della flessibilità sui regolamenti, ed individuare soluzioni per la proroga della rendicontazione per altri due anni.

La Xylella è un disastro, non solo un problema per l’olivicoltura, ma è uno sfregio alla nostra identità. Siamo cresciuti per generazioni con il simbolo dell’ulivo, e nel giugno 2015 la Xylella era presente ‘solo’ nel Salento più un focolaio ad Oria. Ad oggi è avanzata sino a Fasano e Monopoli.

Emiliano è andato con gli stregoni ad abbracciare gli alberi, e mentre noi chiedevamo un intervento serio per fermare la diffusione del batterio, c’hanno spiegato fossimo servi delle lobby internazionali. Bene, oggi abbiamo un patrimonio ambientale, paesaggistico, storico, culturale ed economico, da ripristinare. Dobbiamo immaginare un nuovo progetto, una prospettiva per investire le risorse e rilanciare il nostro territorio.

La Puglia è l’ultima Regione per spesa del PSR, ed ancora la Puglia è l’unica Regione che non è stata capace di sviluppare un piano irrigo Nazionale per i nostri agricoltori circa l’approvvigionamento d’acqua.

Negli ultimi 15 anni c’è una infrastruttura realizzata? Vi do anche qualche giorno per pensarci. Non ne possiamo citare neanche una, e queste sarebbero le basi per immaginare lo sviluppo, il turismo, l’agricoltura, la produzione, l’imprenditoria? Nel Fondo di Sviluppo e Coesione ci sono 2,6 miliardi di euro per la Puglia non spesi. Siamo seduti su una montagna di soldi e non realizziamo nessuna infrastruttura.

Le nostre proposte si articoleranno su tre elementi fondamentali: ’Sanità, Agricoltura, Turismo’. E quindi: ‘Realizzazione delle strutture, capacità di mettere in campo misure per formazione ed occupazione, incentivi sulle imprese moderni ed adeguati’. Non faremo chiacchiere, prima del 20 settembre vi daremo tutte le proposte su questo. Scriveremo insieme una terapia adeguata, non sarà facile, ma in 5 anni ce la faremo.”

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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