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“Pellegrinaggio in oriente”, il desiderio di evasione di Hesse verso un luogo simbolo

Pellegrinaggio in oriente”, un piccolo libro di un’ottantina di pagine, ma di una potenza illuminante. L’autore è lo stesso di “Siddarta” fortunato libro sul Budda che ha plasmato e influenzato più di una generazione.

Herman Hesse è uno scrittore tedesco della fine dell’ottocento naturalizzato svizzero che ha ricevuto il Nobel per la letteratura nel 1946. Abbandonati gli studi teologici, lavorò come prima come meccanico e poi come libraio; nel 1904 si stabilì sul lago di Costanza, dedicandosi all’attività letteraria. Nel 1911 compì un lungo viaggio in India che influenzò quasi tutta la sua produzione letteraria. Con trentadue romanzi pubblicati e una quindicina di raccolte di poesie ha emozionato ed emoziona. Di tutto il suo incredibile lavoro Peregrinaggio in oriente del 1932 apre con il numero 1 la collana della piccola biblioteca Adelphi. È forse il più perfetto dei suoi lavori, il che non è elemento trascurabile dovendosi comparare a romanzi del calibro di “Il giuoco delle perle di vetro”, “Narciso e Boccadoro”, “Siddarta”, “Il Lupo nella steppa” e molti altri successi.

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Questo è a parere di molti il miglior libro di H.H. e in una qualche maniera inaugura una narrativa dedicata al viaggio, se pur interiore, infatti quello dei membri della leggendaria Lega finisce ancor prima di cominciare, il pellegrinaggio in Oriente si rivela così una ricerca interiore da parte del protagonista. La narrazione si rivela in molti passaggi profetica descrivendo un mondo accecato dal denaro e dall’ossessione del tempo e dei “numeri” che precorre l’avvento tecnologico in cui tutto è scandito dall’arida potenza di calcolo. “Il pellegrinaggio in oriente” è comunque un racconto che si presta a diverse chiavi di lettura e che investe il lettore con una simbologia ricca e immaginifica. Un pellegrinaggio verso un luogo imprecisato in un tempo che condensa passato e futuro dove i salti temporali sono l’ovvia risultante di una ribellione allo schematico e asservente passaggio del tempo. Un viaggio al seguito di una misteriosa setta che prende appunto il nome di “Lega” dove i personaggi chiave sono lo scrittore narrante. Il viaggio verso oriente lascia presupporre un avvicinamento spirituale verso il luogo di nascita del Cristo, un posto che idealmente riunisce gente proveniente da secoli diversi; un luogo simbolo e cardine verso il quale si muove contemporaneamente in tanti; eppure, con rapporti ed esperienze di singoli diverse. Non manca di certo una narrazione attenta ed epica che ci descrive luoghi simbolo e mitici. Pagine da divorare che nella loro perfezione e brevità lasceranno il lettore con la voglia di ritrovare nelle altre opere di Hesse la stessa perfetta architettura narrativa.

 

 

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Gabriele Andreoli
Gabriele Andreolihttp://www.gpandreoli.com
Prof. Gabriele Andreoli, socio “dell’American Society of Diplomacy and Political Science”, professore onorario dell’università Cattolica, Miami, USA, accademico in scienze sociali IASS, Florida, USA, scrittore e ricercatore.

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