Dal 2 ottobre è disponibile su tutte le piattaforme di streaming “Giano“, l’EP di esordio di Rafel. I tre brani al suo interno hanno un mood molto intimo poiché trattano di temi reali e autobiografici raccontati in maniera sincera ma allo stesso tempo astratta. Questo EP è il primo step di un progetto eclettico che vuole unire diversi tipi di sonorità.

“Solo un giorno” feat. Vane, “Chiodi di plastica” e “Ho scritto fine” sono i tre brani che compongono questo EP caratterizzato dalle musiche originali composte da Xanthic che rispecchiano gli scatti e i disturbi emozionali del cantante, e dai testi di Rafel che danno vita a delle emozioni che si trasformano in vere e proprie persone ed entità.

Ecco cosa ci ha raccontato Rafel

Come mai hai scelto “Giano” come nome per il tuo ultimo ep?  

Giano è sempre stata una figura che mi ha intrigato per la sua importanza e allo stesso tempo per il suo mistero. E’ definito come il dio degli dei, lo stesso padre degli dei. Cio’ da cui tutto è iniziato. E’ il dio degli inizi e viene rappresentato con due facce poichè una è rivolta al passato ed una al futuro. Un po’ quindi mi rappresenta. Quello che faccio è nel mio presente ma per far questo non posso dimenticare il mio passato ed ho ben chiaro quello che voglio nel mio futuro. L’ho scelto anche in base al mio stile musicale poichè io penso di aver diversi volti e quindi mi riesco a rappresentare così.

Tutti e tre i brani contenuti in “Giano” hanno un mood molto intimo. La cover, invece, è molto strong e di impatto. E’ forse questo che intendi per “Bipolarismo estetico musicale”?  
Il “Bipolarismo estetico musicale” ha diversi modi di esser visto e compreso però si, la cover e ciò che sta dentro all’ep ne sono un esempio. Io dico sempre di non giudicare un libro dalla copertina ma di andare sempre più a fondo nelle cose poichè io mi presento come un diamante allo stato grezzo, ma pur sempre un diamante.
Più che intime le definirei Reali, e con questa parola faccio un gioco di due significati poichè ritraggono la realtà e la regalità di un sentimento che nella nostra vita è la base di tutte le nostre decisioni, appunto come un Re per uno stato sotto la monarchia.
Come è nata la collaborazione con Xanthic? Farete altri progetti insieme? 
Con Xanthic ci incontrammo ad una cena e li iniziammo a parlare di noi e della nostra musica. Ci accomuna la fame e la passione per quello che facciamo. Litighiamo di continuo e non siamo mai d’accordo su nulla, all’inizio, ma dopo poco tempo scocca la magia e tra le nostre teste nasce un unico pensiero.
Penso di si, abbiamo tanti progetti assieme e penso che ora come ora sia l’unico a cui possa spiegare in maniera logica le mie idee. 
Di sicuro le prossime cose che sentirete, oltre a questi tre pezzi, saranno firmate da entrambi.
So che non si dovrebbero fare preferenze ma… a quale dei tre brani dell’ep sei più affezionato e perchè?  
Penso che invece sia una domanda lecita ma sinceramente non saprei. Dipende dai momenti forse. Quando sono assieme a Vane mi viene quasi naturale preferire “Solo un giorno”, anche perchè ricordo il momento in cui l’abbiamo scritta e quando è nato tutto. Sia lei che Xanthic preferiscono “Ho scritto Fine” e sono innamorati di quel pezzo. Quando sono solo ascolto “Chiodi di Plastica” e mi faccio prendere dalla rabbia, e per me non è un male. Quindi dipende. So che a mia nonna piace un sacco “Ho scritto fine” e quindi mi fido del suo parere estremamente di parte.
Cos’hai in agenda nei prossimi mesi?
La prima cosa che mi viene da rispondere è Tanta nuova musica. Avevo in progetto di partecipare a Sanremo Giovani, ma così non è stato. Si sa che ci sono tanti motivi per cui uno possa o non possa far parte di determinati scenari. Penso che se fossi arrivato li, avrei avuto buone possibilità di esporre il mio ed il nostro pensiero a tante persone. Sanremo è il più grande vettore che ci sia in Italia e sarebbe stato bello ma, ora come ora, non ha più senso parlarne. Vincerà di sicuro qualcuno più meritevole.
Ci saranno dei live sicuramente, situazione covid permettendo, e sto lavorando alla scrittura di un cortometraggio, ma non so quando inizierà il tutto. Però ci sarà. 
Ascoltate “Giano” di Rafel su Spotify

Instagram: Rafel

Banner donazioni
Sveva Alberotanza
Dopo la laurea in giurisprudenza consegue un master in diritto d’autore e delle opere artistiche. La voglia di approfondire queste tematiche é nata dalla sua passione per l'arte, per la musica, per la radio (in cui ha lavorato durante gli anni dell’università) e l’esigenza di conciliare questo amore con il suo percorso di studi nel diritto. Amante della scrittura da sempre, scrive di eventi, musica, moda e il mondo pop in generale.