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Bari, si apre la mostra “Scatti di umanità”. Decaro: “Immagini che rimarranno nella storia della città”

Spesso si dimentica che in questa emergenza Covid- 19 tante continuano ancora ad essere le persone in difficoltà nella città di Bari, non solo sotto il profilo economico, ma soprattutto quello psicologico e sociale. Nel solo periodo di lockdown si contano più di 74.500 richieste di aiuto raccolte telefonicamente e nell’assessorato al Welfare del Comune di Bari. Per rendere testimonianza storica della macchina umanitaria messa in moto in poco tempo dall’assessorato al Welfare, è stata inaugurata nel Salone della Camera di Commercio la mostra fotografica “Scatti di umanità. L’abbraccio di una città in emergenza”, visitabile fino al 22 ottobre.

Questi scatti  rimarranno nella storia. – ha dichiarato il sindaco di Bari Antonio Decaro, presente insieme all’autore degli scatti Michele Carnimeo Rimarrà nella storia questo periodo difficile che speriamo di superare a breve, ma soprattutto rimarrà la solidarietà di una città che ancora una volta ha dimostrato che, anche quando si fermano le gambe, il cuore non si ferma. Insieme a queste immagini rimarranno dei ricordi indelebili come la busta della spesa delle persone disoccupate con scritto: “abbiamo dei soldi da parte e vogliamo aiutare anche chi sta peggio di noi”, la voce della signora anziana che aveva tanto bisogno di una voce amica al telefono per essere rassicurata o le tante persone che hanno chiamato perché non potevano fare la spesa o non potevano buttare la spazzatura. Queste immagini rimarranno scolpite nella storia della città”.

Un programma messo in atto dall’assessorato al Welfare che ha visto all’opera una grande squadra di solidarietà: più di tre milioni di euro impegnati a favore della popolazione, più di ventimila consegne realizzate tra kit alimentari, buoni spesa e farmaceutici, 1.400 operatori coinvolti nella rete di assistenza della popolazione, 700 volontari e privati cittadini, 167 interventi sociali h24 sul posto, venti mila box lunch distribuiti tra strutture, campi e aree di prossimità. E il progetto “Tempo Verde” per dare spazi privati all’aria aperta a famiglie con minori e adulti con disabilità e autismo. “Oggi restituiamo alla città delle emozioni di tutta l’esperienza della rete che si è costituita durante il periodo di emergenza – dichiara l’assessora al Welfare Francesca BottalicoPer noi è un momento  fondamentale per ricordare, ma anche per continuare ad avere fiducia perché solo insieme, unendo il mondo del volontariato, del profit, no profit e dell’ente locale, è possibile  superare i momenti difficili. Più di 70.000 interventi realizzati in soli quaranta giorni, 12 mila telefonate ricevute da soli 60 linee. Numeri, emozioni e immagini possono essere una bellissima narrazione di quello che la città di  Bari è riuscita a fare”.

Il progetto di Carnimeo racconta, attraverso 50 immagini simboliche, l’impegno di tutti gli  operatori, gli assistenti sociali, i volontari e i semplici cittadini nell’aiutare le persone più fragili. “La mostra nasce dalla volontà di documentare la macchina del volontariato del Welfare  che si è messa in moto durante questo periodo di emergenza – dichiara Michele Carnimeoa partire dagli uffici preposti dall’assessorato al Welfare,  le organizzazioni e le associazioni di volontariato, sino ai singoli cittadini che si sono messi a disposizione , per ogni situazione”.

La mostra, suddivisa in cinque sezioni di forte impatto realistico ed emotivo, delinea una narrazione legata ai luoghi, alle azioni di solidarietà che si conclude  in una possibilità di speranza per tutti  di continuare a sognare anche nelle situazioni più critiche, perché  nessuno debba essere lasciato solo. “La mostra è suddivisa in cinque capitoli – conclude il fotografo-  Bari ascolta, dedicato agli uffici dell’ assessorato che hanno attivato una serie  di linee telefoniche e sul computer per raccogliere tutte le richieste d’aiuto; Bari dona dedicato ai donatori, ai singoli cittadini e alle aziende che hanno donato cibo  e beni di prima necessità, Bari aiuta dedicato a tutti i volontari che hanno consegnato a domicilio  alle famiglie in difficoltà nelle case di comunità, agli immigrati, ai campi rom e ai senza tetto. Poi c’è Bari include perché Bari è la città di San Nicola amante dei forestieri e infine Bari sogna, una sezione dedicata al sogno e alla speranza che questi valori di umanità  possano continuare a vivere e a rendersi utili sempre“.

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Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

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