“Si è sbagliato nel non predisporre ad agosto un piano di sorveglianza attraverso i tamponi che avrebbe potuto interrompere la catena di montaggio dell’infezione, impedendo così al virus di circolare liberamente. Il problema non è decretare un lockdown duro o morbido”.
Lo dichiara Andrea Crisanti, Direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padov, uno dei principali centri italiani di ricerca contro il Coronavirus e la sua diffusione epidemiologica in Italia.
“Il vero problema – prosegue – è predisporre un sistema di sorveglianza che ci permetta di consolidare i risultati altrimenti non finirà mai nulla e avremo una terza ondata e, poi, una quarta e altre ancora, all’infinito. In ogni caso l’unica soluzione è un vaccino o di questo passo ci attende solo un susseguirsi intermittente di ondate”.











