L’obiettivo del Governo in questi giorni è lavorare per evitare un lockdown generalizzato. E lo si sta facendo scegliendo la strada delle chiusure progressive nei territori dove è più impellente un importante ripristino delle condizioni di “normalità” della diffusione della pandemia.
Il problema principale, infatti, è una impossibilità di controllare e monitorare i contatti dei positivi quando i nuovi casi sono così alti e procedure di contact tracing che di fatto sono inutili, se arrivano dopo giorni di analisi ed esami.
Il che naturalmente si traduce in una sofferenza progressiva della rete ospedaliera.
“La data del 15 novembre non esiste, c’è una decelerazione della curva ma noi dobbiamo chiederci se le reti ospedaliere reggono e questo lo vediamo monitoraggio dopo monitoraggio. Io escludo che si possa fare un lockdown come quello di marzo e aprile, non escludo però che possano esserci altri interventi restrittivi con zone rosse anche in altre Regioni, non sarà comunque una colpa”. Lo conferma il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia intervistato a CartaBianca su Rai 3.
“Non c’è nessuno sconto per nessuno – ha aggiunto – la posta in palio è così alta che non consente di fare alcuna valutazione benevole. Se i dati dicono che una Regione deve essere di quel colore vi assicuro che lo diventa”.











