“Abbandono e degrado” questo il motto di protesta, composta e rispettosa, dei residenti del complesso residenziale “Baridomani” alla periferia del capoluogo barese sulla strada provinciale 110 che collega Carbonara a Modugno.
Ma “abbandono e degrado” non è solo uno slogan, è la sensazione forte e reale che si percepisce andando a farsi una passeggiata in quell’area.
La prima parte del complesso fu costruita e consegnata nei primi anni 2000 grazie agli incentivi derivanti dalla legge 203/91, edilizia convenzionata destinata ai dipendneti delle Forze dell’Ordine. Successivamente la crisi economica imperante ha bloccato il preseguio dei lavori e da allora mancano tutte le opere di edilizia secondaria e i servizi al cittadino oltre a mancare un ultimo blocco di appartamenti che avrebbero “chiuso” l’area.

Unico segno di presenza delle istituzioni ad oggi è La casa delle bambine e dei bambini del Comune di Bari che proprio in questi giorni vede svolgersi una procedura per la gestione del Centro polifunzionale. Per il resto mancano i comuni esercizi di vicinato, un bancomat, una farmacia, elementi essenziali di un area urbana sviluppata che possa offrire anche momenti di socialità. E pensare che a poche centinaia di metri c’è lo stadio San Nicola e il cosidetto “tondo di Quaroni”. Nel suo piano regolatore del 1975, lì si sarebbe dovuto spostare il centro di Bari. E invece oggi è sempre più periferia. “Baridomani” è allo stato attuale un vero e proprio dormitorio, nulla di più.
Storie di ritardi, patti disattesi e cittadini delusi. Non una novità a Bari, visto anche il travaglio che stanno attraversando i residenti del quartiere Sant’Anna. “Baridomani” rappresenta una incompiuta che fa rabbia ai residenti che in quel’area aveva riposto i progetti del proprio futuro. Si sentono abbandonati, dai costruttori ma anche dalle Istituzioni, Comune e Regione. Si sentono immersi in un contesto carente anche di igiene e sicurezza. Si sentono traditi rispetto a quelle che erano le aspettative e le garanzie ricevute al momento dell’acquisto. Ora la pazienza ormai è ridotta ai minimi termini. Dopo anni di attese, i residenti si sono fatti promotori di una petizione online su change.org diretta al sindaco Decaro per cercare di sbloccare la situazione.












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