La Puglia è la terza Regione d’Italia per adesioni, dopo Campania e Sicilia, con capofila la provincia di Bari. La stessa città metropolitana si piazza al sesto posto nello Stivale, dopo Palermo – Torino – Napoli – Milano e Roma, capitale della quiescenza anticipata con Quota 100.
Lo scorso anno circa 71.600 lavoratori del settore privato e 61.500 nel pubblico hanno optato per la finestra d’uscita voluta dal precedente esecutivo Lega 5Stelle. Gli uomini sono percentualmente doppi rispetto alle donne.
Tra il 2019 e il 2021 chi ha maturato almeno 62 anni di età anagrafica e 38 di contributi, potrà chiedere la pensione anticipata con i coefficienti di calcolo di Quota 100 – che ricordiamolo è penalizzante sia perché tutto il montante previdenziale è determinato su base contributiva, sia perché non è cumulabile con altri redditi da lavoro (fino al raggiungimento del requisito anagrafico per la regolare pensione di vecchiaia).
Infatti la tanto vituperata Legge Fornero non è stata mai abolita, ma soltanto aggirata con questo scalone sperimentale di durata triennale. Cesserà i suoi effetti il 31 dicembre 2021, e il Premier Conte ha sottolineato l’intenzione di non rifinanziare tale misura. Non sappiamo se nel frattempo verranno previste altre tipologie di flessibilità, o se dovremo nuovamente fare i conti con i soli rigidi tornelli dell’austerità.
Ricordiamolo, dal 1° gennaio 2019 la pensione di vecchiaia è richiedibile al compimento del 67esimo anno di età, mentre per la pensione di anzianità (di servizio) il requisito attualmente in vigore è pari a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.












