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Xylella, cambio di rotta della Regione Puglia: un Comitato scientifico per affrontare l’epidemia

Cinque esperti per un Comitato anti-xylella, fortemente voluto dall’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, rappresentano un primo, importante, cambio di rotta nell’approccio all’epidemia che da anni in Puglia sta devastando le piantagioni

“Un Comitato tecnico composto da persone di altissimo livello, i maggiori esperti nel settore – ha confermato l’assessore -, perché il mio taglio sarà di approccio al sistema in maniera rigorosamente scientifica. Un Comitato che segna uno spartiacque con il passato”.

Fanno parte del Comitato il professor Donato Boscia, direttore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr di Bari, che è stato tra i primi a identificare la batteriosi nel Salento, ma dopo aver lanciato l’allarme era finito, insieme ad altri nomi illustri, al centro di un acceso dibattito pubblico e indagato dalla Procura con l’accusa di aver favorito la disseminazione della malattia (l’inchiesta è stata archiviata nel 2019 dopo quattro anni).

Nel comitato anche il professor Vito Savino, docente di Agraria all’Università di Bari e dirigente del Centro di ricerca Basile-Caramia. Con lui anche Franco Nigro ordinario di Patologia vegetale presso il Dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università di Bari.

Gli altri due professori sono Daniele Cornara, entomologo dello Iam, tra i ricercatori del progetto europeo Ponte sulla xylella, e Andrea Luvisi, docente e responsabile del Laboratorio accreditato di Patologia Vegetale dell’Università del Salento.

Il Comitato è stato nominato con apposita delibera dalla Giunta Regionale e gli esperti  lavoreranno gratis, senza percepire alcun compenso dalla Regione.

“Il Comitato avrà un potere consultivo e lavorerà gratis – conferma l’assessore Pentassuglia -. Devo dire che i cinque esperti sono stati molto contenti della chiamata, mettersi a disposizione senza percepire alcun compenso è la dimostrazione che si tratta di persone che vogliono dare una mano dal punto di vista scientifico alla lotta a questa malattia diventata una tragedia, forse sottovalutata all’inizio, ma che oggi richiede – e di questo ne siamo consci – l’impegno di tutti. Solo lavorando nella stessa direzione possiamo sperare di ottenere buoni risultati”.

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Redazione
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