Argomenti dell'articolo
Il 10 gennaio di cinque anni fa il mondo piangeva la scomparsa di David Bowie, artista e performer tra i più grandi di tutti i tempi. Appena due giorni prima, l’8 gennaio aveva compiuto 69 anni e nello stesso giorno era uscito “Black Star”, il suo testamento artistico. Dagli anni ’60 di Space Oddity e dei primi successi fino allo struggente ultimo album del 2016 “Black Star“, Bowie ha dimostrato al mondo intero cosa vuol dire essere un genio. Genio che è sempre andato a braccetto con una vita fatta di sregolatezze.
Un artista a tutto tondo che ha attraversato quattro decenni diventando punto di riferimento per intere generazioni di artisti ma soprattutto influenzando profondamente la scena artistica mondiale. A partire dagli anni ’70 caratterizzati da tantissime fasi e sperimentazioni. Dal suo amore per la recitazione e la teatralità tanto ossessivi da farlo immergere totalmente nel suo alter ego più iconico: Ziggy Stardust, alieno caduto sulla Terra vestito in attillate calzamaglie colorate che esprimeva la libertà sessuale in un mix di melodico glam rock, hard rock e pop. Per poi sperimentare successivamente il funk e la musica black fino ad arrivare ad una delle sue più eclatanti svolte artistiche: il Duca Bianco, aristocratico personaggio dall’abbigliamento sobrio ed elegante grazie al quale è stato consacrato tra gli dei della musica mondiale e che al contempo ha rappresentato il momento della sua più totale assuefazione alla cocaina. Determinato a disintossicarsi e per distrarsi dallo stress dell’ambiente musicale, Bowie iniziò anche a dipingere producendo svariate opere post-moderniste.
Fino alla sua ennesima svolta, quella berlinese, che lo portò ad una scioccante trasformazione musicale focalizzata sul minimalismo e la musica ambient grazie anche agli amici Brian Eno e Iggy Pop, e che combaciò con la fine della sua tormentata relazione con la moglie Angie. Gli anni 80 poi furono gli anni del successo di massa, del pop e della sperimentazione delle altre arti, in particolare quella dei videoclip, del cinema e del teatro. Mentre gli anni 90 sono stati gli anni dell’elettronica e delle nuove sperimentazioni.
Cantante, musicista, ballerino, poeta, show man, icona gender fluid, pittore, attore, regista, mecenate: è quasi impossibile ricostruire quante cose ha fatto e quante persone è stato David Bowie. “…Bowie è una tela nera sulla quale la gente scrive i propri sogni” così lo hanno definito Fred Frith e Howard Howe nel saggio “Art Into Pop“, forse una delle metafore più esplicative per descrivere questa leggenda.
Spotify
YouTube Mix
DISCOGRAFIA COMPLETA
Album in studio
- 1967 – David Bowie
- 1969 – Space Oddity
- 1970 – The Man Who Sold the World
- 1971 – Hunky Dory
- 1972 – The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
- 1973 – Aladdin Sane
- 1973 – Pin Ups
- 1974 – Diamond Dogs
- 1975 – Young Americans
- 1976 – Station to Station
- 1977 – Low
- 1977 – “Heroes”
- 1979 – Lodger
- 1980 – Scary Monsters (and Super Creeps)
- 1983 – Let’s Dance
- 1984 – Tonight
- 1987 – Never Let Me Down
- 1993 – Black Tie White Noise
- 1995 – 1.Outside
- 1997 – Earthling
- 1999 – ‘hours…’
- 2002 – Heathen
- 2003 – Reality
- 2013 – The Next Day
- 2016 – Blackstar
Con i “Tin Machine”
- 1989 – Tin Machine
- 1991 – Tin Machine II
Album dal vivo
- 1974 – David Live
- 1978 – Stage
- 1983 – Ziggy Stardust – The Motion Picture
- 1992 – Tin Machine Live: Oy Vey, Baby (con i Tin Machine)
- 1999 – LiveAndWell.com
- 2008 – Live Santa Monica ’72
- 2009 – VH1 Storytellers
- 2010 – A Reality Tour
- 2017 – Live Nassau Coliseum ’76
- 2017 – Cracked Actor (Live Los Angeles ’74)
- 2018 – Welcome to the Blackout (Live London ’78)
- 2018 – Glastonbury 2000
- 2019 – Serious Moonlight (Live ’83)
- 2019 – Glass Spider (Live Montreal ’87)
- 2019 – Ouvre le Chien (Live Dallas 95)
- 2020 – Something in the Air (Live Paris 99)
- 2020 – I’m Only Dancing (The Soul Tour 74)
- 2020 – No Trendy Réchauffé (Live Birmingham 95)
Colonne sonore
- 1980 – Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
- 1986 – Labyrinth
- 1993 – The Buddha of Suburbia
- 2016 – Lazarus










