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Covid, spostamenti tra Regioni vietati fino al 5 marzo. Stato di emergenza prorogato al 30 aprile

Con un decreto legge approvato durante la scorsa notte il Governo ha preso una serie di misure per cercare di contenere la diffusione della pandemia da Coronavirus sul nostro territorio.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta vista la nota del Ministro della salute e il parere del Comitato tecnico scientifico, ha deliberato la proroga, fino al 30 aprile 2021, dello stato d’emergenza.

Sono vietati gli spostamenti tra le regioni e le province autonome “dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021“, salvo quelli “motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

“Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale – si legge ancora nel dl – sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.

Confermati in massimo due a casa di amici o parenti

Conferma la regola che consente a un massimo di due persone, tra le 5.00 e le ore 22.00,di andare a visitare amici o parenti, una volta al giorno. Si legge: “in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.

Per Regioni più facile finire in zona arancione

Le regioni che attualmente si collocano dal punto di vista epidemiologico “in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto”, con il nuovo decreto legge vengono inserite nel più restrittivo “scenario di tipo 2 e con livello di rischio moderato”. Questo, di fatto, sancisce il più facile passaggio di una regione ‘gialla’ in fascia arancione.

Inoltre, qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Zona bianca con scenario 1 e rischio basso

Il nuovo decreto legge anti-Covid, disciplina la nuova cosiddetta ‘zona bianca’ nella quale gran parte delle misure restrittive vengono a cessare. In particolare, si legge che è il ministro della Salute, con una sua ordinanza, a individuare quali saranno queste regioni. Si tratta di quelle che “si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per due settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti”. In queste regioni, “cessano di applicarsi le misure” previste dal decreto legge che detta le varie limitazioni oggi in vigore.

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