HomeCronacaRevenge porn, la sessuologa Teresa Marrone: “L’educazione sessuale priorità per tutti"

Revenge porn, la sessuologa Teresa Marrone: “L’educazione sessuale priorità per tutti”

Ogni essere umano, senza nessuna discriminazione di identità di genere e orientamento, ha il diritto di esprimere e di vivere il sesso, l’erotismo e il piacere come meglio crede, nel rispetto del proprio corpo e di quello dell’altro. Eppure tanti sono gli stigmi sociali che colpiscono la libertà sessuale delle persone, soprattutto nelle donne. Sembra sempre più difficile accettare l’idea che una donna possa fare autoerotismo sia da single che in coppia o che possa vivere una sessualità libera e appagante senza essere giudicata.

E diventano sempre più numerose le donne vittime di diffusione di immagini e video hard non consensuali, il cosiddetto Revenge Porn. Una vera e propria violenza psicologica che ha come colpevole sia il soggetto attivo che diffonde in rete per vendetta i contenuti sia chi nell’indifferenza legittima questa condotta, contribuendo ad alimentare nella vittima il senso di colpa e di vergogna, trasformandola in colpevole. Il sexting consensuale non è un reato, anzi durante la pandemia ha permesso alle persone di mantenere positivamente i rapporti a distanza, mentre il revenge porn lo è a tutti gli effetti. Nel 2019 è stata infatti approvata una legge che prevede la reclusione da 1 a 6 anni e una multa che può andare dai 5 mila ai 15 mila euro. Tuttavia, questo strumento giuridico non è sufficiente per arginare un problema culturale. Alla base di questi comportamenti illeciti, infatti, spesso si cela la carenza di una educazione sessuale affettiva in grado di abbattere gli stereotipi del possesso, del patriarcato, del sesso visto come qualcosa di negativo e di combattere la convinzione che possa esistere solo un dualismo eteronormativo.

Nel Revenge porn scatta l’istinto primario di una cultura sbagliata che anziché chiedersi come mai il soggetto colpevole abbia inoltrato immagini a contenuto sessuale dell’ex compagno che non era consenziente, punta il dito sulla vittima”, spiega l’esperta psico sessuologa Teresa Marrone, membro del comitato scientifico “Amami giocando” che  si occupa di diffondere il benessere sessuale in ogni sua forma e di sostenere l’importanza dell’educazione sessuale affettiva, ad ogni fascia di età, nelle scuole come contrasto non solo agli stigmi diffusi e alle discriminazioni ma anche per incrementare la conoscenza del proprio corpo e il rispetto di quello dell’ altro. “La persona coinvolta viene etichettata e da essere vittima, viene considerata colpevole – prosegue Teresa Marrone –  alimentando il senso di vergogna in quella persona che piuttosto che denunciare evita di farlo, perché la vergogna è alta e si aggiunge anche il senso di colpa. Per questo bisogna urgentemente introdurre l’educazione sessuale affettiva per tutti, anche nei bambini, utilizzando per ogni fascia di età il linguaggio e gli strumenti più consoni. È importante educare i ragazzi al rispetto per il proprio corpo e di quello dell’altra persona. Ed è importante far passare il messaggio che tutti possiamo essere liberi di viverci la nostra sessualità come vogliamo. Il sesso deve essere sano, sicuro e consenziente e nel momento che ci sono queste caratteristiche, ognuno è libero di vivere la sessualità come meglio crede”.

Alla radice del revenge porn nelle donne vi è spesso la motivazione perversa che l’uomo possa, attraverso questa vendetta, prevaricare sulla vittima a seguito del possesso perso con la rottura della relazione. Alla base di ciò c’è anche una cultura restrittiva nei confronti della sessualità femminile: ”Ci sono delle realtà sociali che vivono ancora con determinati tabù, come ad esempio la masturbazione della donna – afferma la sessuologa – per molti risulta impossibile pensare che la donna possa masturbarsi quando per l’uomo è considerata, invece, una cosa normale. L’autoerotismo nella donna è molto importante perché permette una conoscenza migliore del proprio corpo, invece lo stigma sociale alimenta il senso di colpa in quanto questo atto viene visto come qualcosa di sporco. Quando invece non c’è assolutamente nulla di male. Quando parliamo di violenza erroneamente si fa riferimento solo a quella fisica e sessuale, mentre si trascura il danno psicologico di questi reati. Nella donna subentra il senso di colpa perché non si sente libera di vivere la sessualità come meglio crede. Occorre veramente mettere in primo piano l’educazione sessuale, soprattutto tra gli adolescenti che faticano a comprendere l’importanza di queste immagini e di quello che deve essere tenuto privato. Bisogna iniziare a bloccare la catena del circolo vizioso del revenge porn attraverso l’educazione sessuale nelle scuole e non solo”.

In Italia diventa sempre difficile portare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole perché spesso ci si deve scontrare con le famiglie, le istituzioni e le stesse scuole che preferiscono investire in progetti formativi piuttosto che nell’educazione sessuale. “Risulta  difficile entrare nelle scuole perché siamo ancora in una società in cui al genitore o all’insegnante viene dato il massimo valore di tutto, solo che molte volte è lo stesso genitore ad avere questa carenza culturale. Ci sono molte realtà abituate a vivere nei tabù, c’è una reticenza di base soprattutto nelle famiglie. Si ha paura che l’educazione sessuale possa portare i ragazzi ad emanciparsi prima del tempo, portandoli sulla cattiva strada. Invece è un procedimento inverso. Infatti laddove si fa educazione sessuale affettiva sono diminuite le gravidanze indesiderate. Il senso dell’educazione sessuale è quello di far capire che si ha un corpo, che si può provare piacere, quando si vuole e, soprattutto, se lo si  vuole e quando si è pronti, senza nessuna discriminazione. Quando si parla di educazione sessuale affettiva si parla della sessualità a 360 gradi ed è rivolta a tutti. Parlare di sesso in maniera seria ancora oggi è un grande tabù. Qualcosa però per fortuna si sta aprendo: oggi sempre più spesso, si parla in televisione dell’importanza degli psicologi in ambito scolastico e non solo. In aggiunta le pubblicità sono molto più aperte rispetto al passato e per me questo è un gran punto di partenza”.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img