Se tutto andrà secondo programma, arriveranno dal Ministero quasi 60 milioni di euro per migliorare l’infrastrutturazione dei porti dell’Adriatico meridionale, implementare la dotazione tecnologica e agevolare l’interconnessione urbana.
Nei giorni scorsi, il Ministero Infrastrutture e Trasporti, ha ammesso provvisoriamente a finanziamento i tre progetti presentati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
Si tratta del primo, fondamentale step verso la alla definitiva approvazione dei progetti.
Il PAC si articola in 6 assi strategici: digitalizzazione della logistica, programma recupero waterfront, accessibilità turistica, green ports, progetti infrastrutturali ferroviari e portuali, capacità istituzionale e supporto per l’attuazione.
L’Ente portuale ha puntato su tre assi:
Asse A –digitalizzazione della logistica – Autorità di Sistema Portuale: il progetto prevede il potenziamento del PCS GAIA, lo sviluppo dello Sportello Unico Amministrativo, il potenziamento dei varchi portuali per il tracciamento logistico della merce e la cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA, l’estensione delle reti WiFi di tipo pubblico e operativo, il potenziamento e l’estensione del sistema di videosorveglianza. Al fine di estendere la cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA a tutti i porti gestiti dall’Ente, è stato siglato un accordo preliminare con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il finanziamento ammonta a 4,7miloni di euro.
Asse B – programma recupero waterfront – Comune di Bari e Autorità di Sistema portuale: l’intervento mira a realizzare la riconnessione della città vecchia e del Castello Svevo con il mare. La strategia adottata prevede la riqualificazione delle aree portuali e delle aree urbane limitrofe, con l’obiettivo di rimuovere le barriere che oggi separano le città vecchia dal mare. Il progetto riguarda alcuni interventi che puntano a riqualificare le aree intorno al Castello Svevo che negli anni hanno subito forme di degrado fisico e ambientale, offrendo l’opportunità di valorizzare il patrimonio storico, artistico architettonico, asset del territorio cittadino e metropolitano. L’importo previsto è di complessivi 28,5milioni di euro.
Asse D – green ports – Autorità di Sistema Portuale: è stata presentata una proposta progettuale consistente nella realizzazione di sistemi di elettrificazione delle banchine, il cosiddetto cold ironing, con particolare riferimento a quelle di Punta delle Terrare, nel porto di Brindisi, e a quella che ricomprende gli ormeggi nr.10 e nr.11 della darsena di Ponente del Porto di Bari. Nel progetto è compresa anche l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili. Il finanziamento previsto, è di 25,6 milioni di euro.
“Si tratta di un risultato importante che premia la professionalità di quanti vi hanno contribuito, tenuto conto peraltro che è stata alta la percentuale (più del 50% circa sul totale) dei progetti non ammessi e che spalanca nuovi scenari di sviluppo green, – commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Abbiamo presentato un lavoro solido, corposo e ricco di contenuti, frutto di uno colloquio costante con gli Enti di riferimento, un lavoro che si focalizza su tre macro-obiettivi: irrobustire la nostra già forte dotazione tecnologica, migliorare l’interconnessione porto-città, ridurre in maniera sostanziale le emissioni nocive nell’ambiente. Siamo, pertanto, assolutamente fiduciosi- conclude il Presidente- che l’approvazione provvisoria diverrà presto definitiva”.











