Gli amministratori locali di Torino, nelle persone dei sindaci Chiara Appendino e Piero Fassino, e i governatori del Piemonte Alberto Cirio e Sergio Chiamparino, ma anche i loro assessori all’ambiente, Stefania Giannuzzi e Alberto Unia, Enzo Lavolta, Alberto Valmaggia e Matteo Marnati risultano tutti indagati dalla Procura di Torino per “non aver adottato sufficienti misure, soprattutto in tema di traffico automobilistico e riscaldamento invernale, per contrastare l’inquinamento da smog” che dal 2015 a oggi ha portato l’aria di Torino a essere ripetutamente maglia nera in Italia.
Sulla vicenda interviene, preoccupato, il sindaco di Bari Antonio Decaro, presidente nazionale dell’Anci, l’associazione dei sindaci. “L’ennesima beffa di un sistema che vede negli amministratori locali i soggetti da perseguitare in ogni occasione. Se continuiamo di questo passo, diranno che siamo responsabili anche dell’invasione delle cavallette o del brutto tempo a Pasquetta”.
“Mi appello alla ministra Cartabia – ha sottolineato Decaro – con gli stessi argomenti che avevamo avanzato in una nota sottoscritta da quasi quattromila sindaci in occasione di una condanna sinceramente difficile da comprendere (della sindaca Chiara Appendino per i due morti a seguito del caos originato da una rapina con lo spray al peperoncino in piazza San Carlo a Torino, ndr): siamo stanchi di essere i responsabili istituzionali di qualsiasi cosa, si intervenga con urgenza sulle norme eccessive, ridondanti e confusionarie che individuano ma non pongono un limite alla responsabilità dei sindaci. Altrimenti il governo farebbe bene a indicarci a chi consegnare le chiavi delle nostre città”.











