Per la Puglia è stato scongiurato con dati non certamente buoni, ma appena sufficienti, il passaggio dalla zona gialla a quella arancione. Dunque possibili spostamenti tra i Comuni e minori limitazioni nelle chiusure delle attività commerciali almeno per la prossima settimana. Ma la decisione finale sui singoli territori non è ancora stata presa in maniera definitiva.
Vi è la concreta possibilità, infatit, che una decisione di carattere regionale possa rafforzare le misure previste, portando le province di Bari e di Taranto in una zona arancione o, addiruttura, in una zona arancione rinforzata. A preoccupare sono i dati delle due province, dove l’aumento del numero dei contagi, la diffusione delle varianti e le percentuali di occupazione della terapia intensiva fanno riflettere i responsabili regionali sanitari.
Il problema principale al momento rimane l’indice Rt che è stato fissato ieri dalla Cabina di regia dell’Iss e del Ministero della Salute a 0,93, classificando la Puglia tra quelle regioni a rischio moderato. I dati però si riferiscono ad una settimana fa, e mentre si perde importante tempo prezioso in analisi e comparazioni statistiche, la pandemia si diffonde e probabilmente quei numeri sono stati superati in peggio, superando la soglia di 1.
Pier Luigi Lopalco ieri ha affrontato proprio questo argomento in un colloquio in videoconferenza con presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. È stato quest’ultimo a comunicare la permanenza della Puglia in zona gialla inserendola nell’elenco a rischio moderato: “Però — ha ribattuto Lopalco — i nostri dati non sono da zona gialla”.
Secondo una diversa analisi dei numeri, sottolinea un peroccupato Lopalco – non ha un indice pari a 0,93 ma a 1,23.
“È esattamente – dice lassessore – quello che abbiamo verificato con i nostri dati che registrano un 25 per cento dei casi in più la scorsa settimana sulla quella precedente”.
Un incremento poco compatibile con una zona gialla e con restrizioni minime.
“Poi se andiamo a valutare i dati degli ultimi sette giorni – dice Lopalco – sono ancora più preoccupanti come incidenza, in particolar modo nelle province di Bari dove siamo a un più 36 per cento rispetto ai sette giorni precedenti e a Taranto dove si registra un 27 per cento in più”.
Ieri sera dunque una riunione a cui hanno partecipato Lopalco, il governatore Emiliano e il capo dipartimento Salute, Vito Montanaro, dove si è concordato sulla possibilità di chiedere al ministero della Salute la trasformazione delle intere province di Bari e Taranto in zona arancione. La decisione a riguardo dovrebbe comunque essere presa entro oggi.











