Arriva da Beppe Grillo un tentativo di distensione all’interno del M5S dilaniato dall’aspro dibattito tra Giuseppe Conte e lo stesso Grillo su quello che deve essere il futuro del movimento politico. C’è in giro aria di scissione, e le sirene di un nuovo soggetto politico che possa, di fatto, depauperare il M5S e contribuire a disperdere voti ed eletti suona come un campanello di allarme anche alle orecchie dei più “oltranzisti”.
Ecco che Grillo apre alla mediazione ed annuncia la nomina di un comitato di 7 componenti per studiare modifiche allo Statuto M5s che siano “in linea con i principi e i valori della nostra comunità”. Ne faranno parte anche Luigi Di Maio, Roberto Fico e Vito Crimi e i tempi per arrivare ad una conclusione saranno “brevissimi”.
E’ un’apertura che arriva nonostante l’affondo di Crimi che aveva autorizzato il voto per il nuovo direttorio, come richiesto dal Garante, lasciando però fuori dalla partita Davide Casaleggio e Rousseau. E formalizzando l’avvio del processo per l’elezione della nuova governance collegiale sul nuovo sito del Movimento (Movimento5Stelle.eu), lasciando fuori anche il blog delle Stelle.
L’apertura di Grillo, che anticipa possibili mosse di Giuseppe Conte, è anche l’effetto del lavoro dei pontieri che nell’ombra hanno continuato a lavorare per evitare il baratro della scissione. Un lavoro portato avanti dallo stesso Luigi Di Maio che non ha abbandonato la speranza di poter raggiungere una tregua. A spingere per la mediazione c’è stato anche il lavorio dei parlamentari che nelle assemblee dei gruppi avevano dato mandato ai loro presidenti di farsi portavoce per tentare anche loro una ricomposizione.
La truppa degli eletti che auspicava un ritorno al dialogo ha fatto pressione per far sentire: non ci stava ad essere spettatore passivo di uno scontro su uno Statuto che neppure avevano letto. E non ci stanno ad andare alla conta, alla cieca.
Ed un appello all’unità del M5S arriva anche da quattro degli esponenti del gruppo consiliare pentastellato alla Regione Puglia Grazia Di Bari, Cristian Casili, Rosa Barone e Marco Galante (la quinta, Antonella Laricchia è infatti da tempo in contrapposizione netta con tutti gli altri).
“In questa fase è fondamentale lavorare per l’unione del MoVimento 5 Stelle. Siamo certi che il comitato per riformare il Movimento, profonderà il massimo impegno per realizzare la mediazione necessaria per continuare a remare tutti nella stessa direzione. In questi anni al Governo, il M5S ha dato vita a riforme importanti per il Paese grazie al contributo di tutti e questo cammino deve proseguire. Non possiamo permettere che una scissione vanifichi il lavoro fatto sia a livello nazionale che sui territori e ognuno è chiamato a dare il suo contributo per ricomporre la frattura che si è creata. Dobbiamo costruire ponti e non muri: il M5S è forte quando lavora unito”.
Il riferimento alla stessa Laricchia, in fondo, si legge molto bene tra le righe.











