HomeCulturaCinemaCinema, Old delude l'ultimo film di Night Shyamalan

Cinema, Old delude l’ultimo film di Night Shyamalan

La buona notizia è che M. Night Shyamalan sembra aver optato per un rinnovamento stilistico, abbandonando almeno in parte il suo marchio di fabbrica: il colpo di scena finale. Non che sia una pratica pessima, anzi. A parte che quel capolavoro che è “Parasite” ha spostato l’asticella collocandolo a metà pellicola, il plot twist è una delle cose più originali e avvincenti nei film, come in “I soliti sospetti”, “Saw” e, per l’appunto, “Il sesto senso”.

Ma quando ti appiccicano addosso l’etichetta del “Maestro dei colpi di scena” e cominci film dopo film a sparare delle colossali porcherie, fai bene a concentrarti su altro ed a rompere lo schema. E pure questo, alla fine dei conti, è un colpo di scena. Capace di girare pellicole notevoli come “The Village”, “Split” e “The visit”, e quasi giocarsi la carriera con dei filmetti come “Devil” o “Glass”, restando a galla con “Lady in the water” o “Signs”, il buon M. Night ha provato sempre a stupire il suo pubblico giocandosela quasi sempre sui rapporti familiari e le loro complicazioni, un po’ come Spielberg che deve infilare quasi sempre un bambino incasinato nei suoi film.

Quindi, lodi a Shyamalan per essersi reinventato ed aver spiazzato tutti con “Old” la sua ultima fatica registica.

Il problema è tutto il resto. Perché a tutto c’è un limite, anche alla pazienza dello spettatore, soprattutto quando viene bombardato per mesi da una campagna pubblicitaria e da un trailer che promettono fuoco e fiamme per poi ritrovarsi davanti ad un barbecue e senza la diavolina.

La Trama

La storia è abbastanza intrigante: il classico gruppo di classici stereotipi della società americana si ritrova in un resort paradisiaco per una breve vacanza, accolti da ghirlande e beveroni di benvenuto (e già dall’incedere e dall’inquadratura su quei bicchieri anche il più apatico degli spettatori capisce che sono contaminati…). I nostri eroi, tra cui una famiglia con genitori sulla via del divorzio, una Barbie sposata con uno schizofrenico, un rapper bello e cazzuto con fidanzata annessa e la coppia politically correct formata da una donna di colore e un coreano, scoprono quanto sia gentile il manager del resort quando vengono inviati in un’escursione unica su una spiaggia incontaminata. Ovviamente tutti accettano, perché mica sono scemi, e si ritrovano sulla sabbia dorata, le scogliere e l’acqua cristallina a continuare fare i conti con le loro vite tribolate. Quando cominciano ad invecchiare precocemente, al ritmo di 7 anni ogni ora circa, capiscono che le cose possono andare sempre peggio. E i resti umani che cominciano ad emergere sulla spiaggia non promettono nulla di buono.

+++Da qui partono gli SPOILER+++

Decidete voi se risparmiare i soldi del cinema o farvi del male.

Tutti i tentativi di fuga vanno a vuoto. Provare a scappare a nuoto si rivela vano perché l’acqua ha il potere di far crollare in catalessi e riportare sul bagnasciuga qualsiasi provetto Steve McQueen. Scalando le rocce ci lascia la pelle una delle protagoniste e tutti gli altri decidono saggiamente di non riprovarci. Nel frattempo lo schizofrenico comincia a peggiorare, oltre che invecchiare come tutti gli altri e, ad uno ad uno, tutti i nostri eroi soccombono. Anche la coppia cardine, quella in via di divorzio, scopre un inaspettato happy end con riappacificazione prima di inscheletrirsi. Ma i loro due figli, per quanto oramai cinquantenni, scoprono tramite un messaggio in codice che la barriera corallina funge da protezione dell’oscura potenza della spiaggia. Argutamente, decidono di arrivarci a nuoto fino a superarla ma il tentativo sembra fallire. Dalla cima della scogliera, l’autista che ha accompagnato i turisti fino a li (Shyamalan stesso che compare in un piccolo ruolo in ogni suo film, con tante scuse a Sir Alfred Hitchcock) sta osservando tutta la scena e avvisa via radio qualcuno che sono tutti oramai morti. Scopriamo che il resort è un enorme esperimento di una ditta farmaceutica che, per testare più in fretta i suoi medicinali, regala vacanze extra lusso a malati di vario genere, con destinazione finale la spiaggia. Ovviamente i due fratelli sono vivi, avvisano la polizia, tutti i cattivi vengono arrestati e loro restano comunque cinquantenni. Fine.

Il famigerato plot twist arriva a tre quarti della storia, non più negli ultimi due minuti, e questo poteva lasciare spazio per una resa dei conti e una spiegazione migliore. E non a una scemenza talmente scontata. La cosa peggiore, a prescindere dal gruppo di attori che sembra stia recitando l’Amleto in uno scantinato di Caracas, è la caratterizzazione dei personaggi che, come detto prima, è un cumulo di stereotipi agghiacciante e sconfortante. I dialoghi calzano a pennello, vuoti e patetici, senza un guizzo o un coinvolgimento al di sopra del B movie. La storia è noiosa, è difficile non guardare compulsivamente l’orologio dopo la prima mezz’ora per vedere quanto manca alla fine di questa tortura, In tutto questo guazzabuglio deprimente si salva solo, anche se non è poco, la regia. Shyamalan ha il tocco del genio quando si tratta di soluzioni visive. Dalle sfocature oniriche alle inquadrature dall’alto, ogni singolo fotogramma merita davvero una menzione, anche se non riesce a nobilitare tutto il resto. Quel che resta alla fine è la sensazione di delusione, forse di presa in giro, sicuramente di rabbia per aver puntato per l’ennesima volta sulla rinascita di un talentuoso regista che, con la narrazione, ha perso nuovamente una scommessa.

Per la cronaca: Jack Nicholson e Marlon Brando hanno recitato insieme in “Missouri”.

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