Un incidente sul lavoro avvenuto questa mattina è costata la vita ad un operaio di Manfredonia. Il sinistro è avvenuto a San Giovanni Rotondo, quando l’operaio di 47 anni ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato da una lastra di calcestruzzo. Alessandro Rosciano lavorava come saldatore per il consorzio d bonifica.
L’incidente è avvenuto in località Le Matine e secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine la lastra di calcestruzzo sarebbe caduta da una pala meccanica guidata da un collega. L’infortunio è avvenuto all’interno di un cantiere dove l’operaio stava lavorando. I primi a tentare di soccorrerlo sono stati i colleghi ma per l’operaio non c’è stato nulla da fare.
Cgil Puglia e Camera del Lavoro di Foggia esprimono il proprio cordoglio per la morte di Alessandro Rosciano, ennesima vittima sul lavoro in Puglia. “Solo qualche giorno fa segnalavamo un’emergenza seria legata alla sicurezza che si evinceva dai dati sugli infortuni nei primi sei mesi dell’anno. 41 morti e quarta regione in Italia per incidenza su numero occupati. Agli organi competenti il compito di accertare se tutte le misure di prevenzione erano state attivate, ma è insostenibile per un paese civile dover fare i conti ogni giorno con uomini e donne che escono di casa per andare a lavorare e garantirsi un reddito per vivere, e che trovano invece la morte. A nostro avviso non è adeguate all’emergenza la risposta delle istituzioni, più volte reclamata in questi mesi con Cisl e Uil”, commentano i segretari generali della Cgil regionale, Pino Gesmundo, e della Camera del Lavoro di Foggia, Maurizio Carmeno.
“Chiediamo la convocazione prima possibile della Commissione Lavoro e Attività Produttive della Regione Puglia per riprendere il confronto sulla sicurezza avviato con la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone. Come sindacato dopo le mobilitazioni unitarie di maggio e le assemblee promosse nei luoghi di lavoro sul tema sicurezza, siamo pronti a forme più dure di lotta se dalle istituzioni non arriveranno segnali precisi, a partire da investimenti per le assunzioni negli organismi ispettivi. Ma è evidente che serve prima di tutto un profondo lavoro culturale e di formazione per imprese e lavoratori. Così come abbiamo chiesto che siano messe in collegamento le banche dati di Inps, INAIL e altri organismi ispettivi, e che sia promosso un registro dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che vanno investiti di maggior responsabilità e potere”











