HomeCronacaBruno: “Andria non dimentica il sacrificio di Graziella Mansi dopo 21 anni"

Bruno: “Andria non dimentica il sacrificio di Graziella Mansi dopo 21 anni”

Aveva soltanto 8 anni, Graziella Mansi. Con tutto il candore e l’innocenza della sua età. Pensava alla famiglia, a fare i compiti, a crescere. Sorrideva al mondo. Fino a quando dal mondo non è stata strappata in modo orribile.

Era il 19 agosto del 2000. La piccola sta giocando vicino al banco delle noccioline che il nonno tiene in strada nei pressi di Castel del Monte. Fa caldo ed ha sete. Graziella va a riempire la bottiglia alla fontanella vicina, dopo venti minuti, però, non è ancora tornata. Scattano le ricerche. In tanti gridano il nome di Graziella nell’oscurità della pineta che circonda Castel del Monte. È buio. Urla strazianti annunciano il ritrovamento: Graziella non è più una bimba, è un corpo carbonizzato incollato su un letto di tizzoni e sterpaglie bruciacchiate.

L’autopsia parla di tentato stupro, sequestro, sevizie su minore e omicidio premeditato. Vengono individuati e condannati 5 ragazzi di Andria, allora poco più che ventenni. Tutti condannati. Uno di loro si suiciderà in cella.

Oggi, nell’anniversario del tragico evento, il primo cittadino di Andria Giovanna Bruno vuole ricordare la giovane Mansi.

“Ho una figlia di 8 anni. Occhi scuri, profondi. Sguardo intenso. Furbetto e innocente, come è tipico per la sua età. Riccioli ribelli sulla spalla, sorriso a volte schivo. Desiderosa di scoprire, con un pizzico di diffidenza. Socievole quanto basta. Attenta al pericolo, quel tanto che caratterizza l’infanzia. La guardo e la riguardo.

Oggi in maniera particolare. Graziella, 21 anni or sono, non era molto diversa. Né dalla mia bambina, né dalle tantissime coetanee della nostra città. Aveva genitori che senz’altro l’avevano messa in guardia mille e mille volte da tante cose. Come me, come noi, come i genitori fanno.

Aveva la gioia di chi conosce a memoria i luoghi che frequenta da quando è nata, insieme ai suoi nonni, insieme ai suoi cari. Una gioia che si colorava di schiamazzi, di canti, di corse spensierate, di giochi semplici.

La sua solarità era divenuta abituale per gli avventori tradizionali di Castel del Monte, per le sue guide turistiche che si fermavano alle bancarelle e non mancavano di salutarla e accarezzarla. Per gli agenti di polizia municipale che nelle estati assolate prestavano servizio ai piedi del maniero. Padrona degli spazi che vivacizzava con la sua presenza.

Graziella, insomma, era nota a tanti per quel suo spaccato di vita comune e collettivo. Ed era una bambina. La cui innocenza nessuno avrebbe mai immaginato si potesse scontrare con la brutalità umana. Di quelle che ti chiudono gli occhi per sempre, in un misto di incoscienza e follia, sotto la regia di una lucidità crudele che drammaticamente accomuna tanti giovani. Ora come allora. Ricordo ogni dettaglio di quel 19 agosto del 2000. Dov’ero, con chi… come dimenticare? La mia città dopo quella notizia che fece il giro del mondo, aveva un solo nome e una sola storia, tragica: Graziella Mansi.

E non è cambiato molto da quel momento. Tra le cose che identificano la nostra comunità c’è anche la impensabile, ma incredibilmente vera, storia di Graziella.

Andria non dimentica. Mai. Ho incontrato i genitori di quell’anima pura. Per altre ragioni e per condividere la sofferenza di una perdita che si fa fatica, da madre, ad accettare. I resti mortali di quella bimba dagli occhi belli attendono degna sistemazione. Se ne farà carico l’amministrazione. Questa che rappresento e che si stringe, tutta, al ricordo e alla preghiera. Oggi come allora. Graziella, Andria ti abbraccia!”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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