Una vera e propria strage. Sono 52 in Puglia dall’inizio dell’anno le morti sul lavoro. Cifre e numeri dietro le quali si celano tragedie efamiglie distrutte, lavoratori che non torneranno a casa dai propri figli ed un problema che non può essere affrontato soltanto con le buone parole e le intenzioni.
Che servano controlli, severità e rigidezza sulle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro è sulla bocca di tutti, ma poi le cifre parlano di 4000 controllori in tutta Italia a fronte di milioni e milioni di posti di lavoro non a norma. E poi ribassi continui in una corsa al “soldo” che mette in ultimo piano l’uomo e la sua sicurezza.
Dure le reazioni dei sindacati dopo queste le ultime morti bianche in Puglia. “Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto e ottenuto dal governo maggiori controlli, una banca dati nazionale sugli infortuni sul lavoro, più assunzioni di ispettori, ma è ora di darsi una mossa anche in ambito locale”, sostiene Franco Busto, segretario generale della Uil Puglia. “Abbiamo proposto un accordo e un tavolo permanente che coinvolga Regione Puglia, Anci, parti sociali e datoriali, per individuare misure concrete di contrasto a questa strage silenziosa, ci auguriamo di poter quanto prima passare a una discussione concreta”.
“Chiediamo subito una legge – aggiunge Busto – che obblighi le aziende che accedono a bandi pubblici a controlli periodici, che escluda i soggetti che non rispettano le norme sulla sicurezza”.
Ieri si è affrontato il problema in un tavolo tecnico alla Regione Puglia.
Secondo Paolo Pagliaro, capogruppo de ‘La Puglia Domani’. “Sono numeri da bollettino di guerra, che impongono una riflessione e prese di posizione urgenti. Ed è quello che abbiamo fatto in Consiglio regionale, nel tavolo convocato dalla presidente Capone per un confronto politico allargato al Dipartimento Salute, ad Inps e Inail, a sindacati e associazioni datoriali. Perché la battaglia dev’essere comune, e si deve condurre sul fronte della prevenzione – con la formazione capillare e adeguata del personale – e dei controlli, rivedendo algoritmi che non toccano alcune aziende o fanno perder tempo dietro a società ormai inesistenti”.
Più ispezioni e più controlli, chiedono i sindacati. Siamo d’accordo, e confidiamo che il reclutamento di 1.250 ispettori entro dicembre non resti solo un annuncio del post tragedia.
Peraltro in Puglia esiste già la legge 8/2014 che regola la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro, ma va applicata.
“Il clima di collaborazione – sottolinea Pagliaro – tra le parti che abbiamo visto oggi, speriamo si concretizzi davvero in una soglia più alta di attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro, senza sconti per chi trasgredisce e con premi per le aziende virtuose che mettono al primo posto le risorse umane, per scongiurare sciagure che devastano decine di famiglie. È un’emergenza sociale che colpisce mogli e figli dei lavoratori vittime d’incidenti mortali. Persone che in un colpo solo restano senza affetti e senza il necessario per vivere dignitosamente. È proprio pensando a loro che pochi giorni fa ho preparato e presentato una proposta di legge regionale che prevede d’istituire un fondo per i minori orfani di caduti sul lavoro. È un aiuto che di certo non può ripagare di una perdita così grande, ma è un dovere morale che dobbiamo sentire come legislatori, per offrire un sostegno ai ragazzi rimasti orfani di genitori morti sul lavoro, fino al raggiungimento della maggiore età”.











