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Morti bianche, in Puglia una mattanza: 52 vittime sul lavoro nel 2021 mentre la legge resta sulla carta

Una vera e propria strage. Sono 52 in Puglia dall’inizio dell’anno le morti sul lavoro. Cifre e numeri dietro le quali si celano tragedie  efamiglie distrutte, lavoratori che non torneranno a casa dai propri figli ed un problema che non può essere affrontato soltanto con le buone parole e le intenzioni.

Che servano controlli, severità e rigidezza sulle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro è sulla bocca di tutti, ma poi le cifre parlano di 4000 controllori in tutta Italia a fronte di milioni e milioni di posti di lavoro non a norma. E poi ribassi continui in una corsa al “soldo” che mette in ultimo piano l’uomo e la sua sicurezza.

Dure le reazioni dei sindacati dopo queste le ultime morti bianche in Puglia. “Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto e ottenuto dal governo maggiori controlli, una banca dati nazionale sugli infortuni sul lavoro, più assunzioni di ispettori, ma è ora di darsi una mossa anche in ambito locale”, sostiene Franco Busto, segretario generale della Uil Puglia. “Abbiamo proposto un accordo e un tavolo permanente che coinvolga Regione Puglia, Anci, parti sociali e datoriali, per individuare misure concrete di contrasto a questa strage silenziosa, ci auguriamo di poter quanto prima passare a una discussione concreta”.

“Chiediamo subito una legge – aggiunge Busto – che obblighi le aziende che accedono a bandi pubblici a controlli periodici, che escluda i soggetti che non rispettano le norme sulla sicurezza”.

Ieri si è affrontato il problema in un tavolo tecnico alla Regione Puglia.

Secondo Paolo Pagliaro, capogruppo de ‘La Puglia Domani’. “Sono numeri da bollettino di guerra, che impongono una riflessione e prese di posizione urgenti. Ed è quello che abbiamo fatto in Consiglio regionale, nel tavolo convocato dalla presidente Capone per un confronto politico allargato al Dipartimento Salute, ad Inps e Inail, a sindacati e associazioni datoriali. Perché la battaglia dev’essere comune, e si deve condurre sul fronte della prevenzione – con la formazione capillare e adeguata del personale – e dei controlli, rivedendo algoritmi che non toccano alcune aziende o fanno perder tempo dietro a società ormai inesistenti”.

Più ispezioni e più controlli, chiedono i sindacati. Siamo d’accordo, e confidiamo che il reclutamento di 1.250 ispettori entro dicembre non resti solo un annuncio del post tragedia.

Peraltro in Puglia esiste già la legge 8/2014 che regola la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro, ma va applicata.

“Il clima di collaborazione – sottolinea Pagliaro – tra le parti che abbiamo visto oggi, speriamo si concretizzi davvero in una soglia più alta di attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro, senza sconti per chi trasgredisce e con premi per le aziende virtuose che mettono al primo posto le risorse umane, per scongiurare sciagure che devastano decine di famiglie. È un’emergenza sociale che colpisce mogli e figli dei lavoratori vittime d’incidenti mortali. Persone che in un colpo solo restano senza affetti e senza il necessario per vivere dignitosamente. È proprio pensando a loro che pochi giorni fa ho preparato e presentato una proposta di legge regionale che prevede d’istituire un fondo per i minori orfani di caduti sul lavoro. È un aiuto che di certo non può ripagare di una perdita così grande, ma è un dovere morale che dobbiamo sentire come legislatori, per offrire un sostegno ai ragazzi rimasti orfani di genitori morti sul lavoro, fino al raggiungimento della maggiore età”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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