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“Garanzia dei principi di parità di trattamento in riferimento all’orientamento sessuale”. Presentata la PDL del Pd

Dove non è arrivato il Senato potrà arrivare, sia pure in maniera eterogenea e parziale, arrivare il Consiglio Regionale della Puglia? “Il Parlamento ha scritto una tremenda pagina di politica affossando il ddl Zan sulla omotransfobia ma noi non ci lasciamo intimidire dalla corrente negativa”, così i consiglieri regionali Donato Metallo, Filippo Caracciolo e Francesco Paolicelli, primi firmatari della proposta di legge che contiene norme volte a garantire il principio di pari opportunità e di parità di trattamento in riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla variazioni nelle caratteristiche di sesso.

La proposta presentata alla stampa ha raccolto il consenso oltre che del PD, inclusa la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, di esponenti delle civiche di Emiliano e di consiglieri del Movimento 5 stelle.

“Ci proviamo con forza ha detto Donato Metallo – a prenderci un frammento di responsabilità” e Filippo Caracciolo immagine la Puglia come “un laboratorio di riflessione e dialogo sui temi dei diritti di tutti e di tutte”.

Alla conferenza stampa ha partecipato con le Associazioni (Arci gay, LEA, UAAR, UDi studenti Lecce, Rete della conoscenza/Zona Franka, Rete Lenford, Mixed LGBTI), la responsabile dell’attuazione del programma di Governo della Giunta regionale pugliese, Titti De Simone. “Dopo la brutta pagine politica a livello nazionale – ha detto – diamo un segnale che punti a qualificare l’azione del nostro Governo. Ci riproviamo, perché già nella precedente legislatura abbiamo lavorato a questo importante progetto che riguarda i diritti delle persone”.

A Francesco Paolicelli il compito di illustrare il testo della proposta. “Dieci articoli per aprire una nuova stagione di diritti, una legge che tutta la maggioranza, tutte le associazione e tutti i cittadini devono sentire propria”.

L’impianto e i contenuti della proposta ricalcano con poche integrazioni il testo del disegno di legge del 2017 della Giunta, che nella passata legislatura fu discusso e approvato nelle Commissioni competenti, ma rimase iscritto a lungo all’ordine del giorno del Consiglio regionale senza essere mai dibattuto e votato.

L’iniziativa della Regione Puglia, che arriva dopo quelle della Toscana del 2004, Liguria del 2009, Sicilia del 2015, Piemonte del 2016, Umbria del 2017, Emilia Romagna del 2019 e Campania del 2020, attua i principi costituzionali al pari della legge Zan.

L’esperienza dell’ultimo decennio ha dimostrato che nei Paesi in cui c’è stata una crescita della tutela dei diritti delle persone LGBTI, non si è avuta una diminuzione proporzionale dell’omofobia e della transfobia, ma queste ultime si sono rafforzate proprio in occasione dell’affermazione dei diritti e alò crescere della visibilità delle persone.

La reale preoccupazione è che il contesto discriminatorio induce ancora troppe persone a mantenere o adottare la strategia dell’invisibilità” come forma di sopravvivenza, che porta però al proprio annullamento fisico, psichico, e sociale e non consente “il pieno sviluppo della persona umana” come dettato dall’articolo 3 della Costituzione.

La nostra realtà richiede un intervento di politiche attive a ogni livello di governo, per poter dare attuazione ai principi costituzionale, europei e convenzionali.

Questa proposta di legge punta alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di discriminazione oltre che alla diffusione della cultura della non discriminazione, perché tutti devono avere la possibilità di essere se stessi esprimendo liberamente l’orientamento sessuale e la propria identità di genere o condizione intersex.

In tal senso la Regione deve promuovere specifiche politiche del lavoro, di formazione e riqualificazione professionale, di inserimento lavorativo, oltre alle attività volte a garantire la parità di accesso al lavoro stesso.

Ancora, sono previste attività di formazione e aggiornamento per gli insegnati e per tutto il personale scolastico e per le famiglie in materia di pari opportunità, valorizzazione delle differenze, contrasto agli stereotipi e prevenzione del bullismo e cyber-bullismo, motivato dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere o da variazioni nelle caratteristiche del sesso.

È prevista anche la promozione del soccorso, la protezione, il sostengo e l’accoglienza alle vittime di discriminazione o di violenza in ragione del loro orientamento sessuale, della loro identità di genere o di una variazione nelle caratteristiche sessuali, in coerenza con la normativa europea, nazionale, e regionale vigente.

Saranno disposti interventi in materia socio-sanitaria e socio-assistenziale di informazione, consulenza e sostengo in favore delle persone omosessuali, transessuali, transgender e intersessuali e delle loro famiglie, con percorsi di formazione specifica rivolta agli operatori del settore.

Sarà istituito nell’ambito dell’Osservatorio regionale delle politiche sociali la sezione il “Tavolo tecnico sulle pari opportunità, la parità di trattamento, la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni e delle violenze determinate dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere o dalle variazioni nelle caratteristiche di sesso”.

Le funzioni demandate a questo tavolo tecnico consistono nella raccolta, le elaborazioni e l’analisi dei dati forniti da tutti i soggetti operanti nel settore, al fine di sviluppare la conoscenza delle problematiche relative alle discriminazioni e alla violenze determinate dall’orientamento sessuale.

Sarà il CORECOM, quale organismo di garanzia, ad effettuare le rilevazioni sui contenuti della programmazione televisiva e radiofonica regionale e locale, del messaggi pubblicitari, eventualmente discriminatori rispetto alle parità riconosciute ai diversi orientamenti sessuali, all’identità di genere o a una condizione d’intersessualità della persona.

La Regione promuove altresì forme di partenariato e di collaborazione con i soggetti che operano nell’ambito dell’informazione e della comunicazione per l’adozione di modelli comunicativi che utilizzino un linguaggio non discriminatorio non offensivo e non stereotipato nei confronti delle persone omosessuali, transessuali transgender e intersex.

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Redazione
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