Una cerimonia partecipata e sentita quella che questa mattina a Bari al Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare ha celebrato il Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate.. Presenti autorità civili e religiose ed in rappresentanza dello Stato Italiano la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, accompagnata dal sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè.
Dopo la deposizione della corona di alloro, la resa degli onori ai caduti e la firma dell’Albo d’Onore da parte della presidente del Senato, l’arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, stata celebrata una messa, nel corso della quale è stata letta la preghiera per i caduti e della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa al Milite Ignoto.
“Oggi ricordando la data della grande vittoria nella prima guerra mondiale – ha ricordato nel suo intervento Michele Emiliano – una guerra che noi abbiamo combattuto al fianco degli Stati Uniti, della Francia, dell’Inghilterra, delle grandi potenze democratiche del mondo, noi ricordiamo l’essenzialità dei nostri militari. Uomini e donne che io definirei professionisti della pace, che sono capaci in tutti i teatri di guerra e di pace, dove sono impiegati, di imporre uno stile italiano nella gestione delle crisi internazionali, nella gestione delle relazioni con le popolazioni che devono sopportare l’ingiuria e l’orrore della guerra, di dare il senso dell’umanità e dell’universalità del messaggio di pace che da questo Sacrario importantissimo deve arrivare a chiunque, innanzitutto per condannare la guerra come mezzo di risoluzione per le controversie internazionali, e poi la salvaguardia di questi uomini e queste donne, che hanno sempre bisogno del nostro sostegno, perché in silenzio, obbedendo, costruiscono unità nazionale. Questa è una giornata civilmente sacra, ma anche dedicata al ricordo di tutti i nostri caduti, a partire da tutti coloro che non sono stati identificati. Durante la prima guerra mondiale, moltissimi soldati non furono identificati e non fu possibile restituirli ad un sepolcro con il nome dedicato alle loro famiglie e ciononostante oggi ricordiamo tutti questi uomini che si sono sacrificati per completare il disegno dell’unità nazionale”.











