Nota del consigliere regionale Fratelli d’Italia Tommaso Scatigna sulla mancata partecipazione della Regione Puglia a Macfruit.
“C’è un limite oltre il quale non si può più parlare di distrazione o superficialità. A Macfrut 2026, una delle più importanti fiere internazionali del settore ortofrutticolo, la Regione Puglia quel limite lo ha superato.
Non c’era nessuno. Né l’assessore Paolicelli né un funzionario regionale. Un’assenza istituzionale grave, inspiegabile, che lascia sgomenti operatori e imprese che ogni giorno tengono in piedi un comparto strategico per la nostra economia. E mentre la Regione Puglia era assente, il Ministro veniva accolto dalla presidente del Consorzio delle Clementine di Taranto IGP. Un’immagine simbolica: la filiera c’è, la Regione no.
Come se non bastasse, lo stand pugliese è stato relegato in fondo a un padiglione, in una posizione marginale, quasi a voler nascondere una delle principali regioni ortofrutticole d’Italia. Una scelta che mortifica il lavoro dei nostri produttori e riduce la visibilità di un comparto che meriterebbe ben altra rappresentanza.
Ma il punto più grave è un altro, ed è francamente inaccettabile. Nell’allestimento dello stand compare una foto che ritrae chiaramente un banco di frutta con arance spagnole. Arance spagnole nello spazio istituzionale della Regione Puglia, in una fiera internazionale dedicata all’ortofrutta. È una cosa che non sta né in cielo né in terra. Non è solo un errore: è la dimostrazione di una totale mancanza di attenzione e consapevolezza.
E tutto questo avviene mentre parliamo di un settore che rappresenta il cuore dell’agricoltura pugliese. I numeri sono inequivocabili e non lasciano spazio a interpretazioni. L’ortofrutta vale oltre la metà dell’intera produzione agricola regionale, con più di 2 miliardi di euro solo tra patate e ortaggi. A questi si aggiungono oltre 400 milioni di euro di uva da tavola e centinaia di milioni tra frutta fresca e agrumi”.
E Scatigna prosegue il suo affondo: “La Puglia è la prima regione produttrice di ortaggi in Italia. È leader assoluta nel cocomero, con un terzo della produzione nazionale, ed è protagonista nella filiera del carciofo, dove insieme alla Sicilia copre circa il 70% del totale italiano. Muove oltre 1,4 milioni di tonnellate di pomodoro da industria e continua a crescere su colture strategiche come la patata primaticcia.
Sul fronte frutticolo, la leadership è ancora più evidente. Siamo la prima regione per produzione di uva da tavola, con oltre 567 mila tonnellate raccolte nel 2024. Siamo una delle roccaforti della mandorlicoltura nazionale e un punto di riferimento per la cerasicoltura, con decine di migliaia di tonnellate prodotte ogni anno.
Questi non sono numeri qualsiasi. Sono il pilastro dell’economia agricola pugliese. Sono lavoro, export, identità territoriale.
E allora la domanda è inevitabile: è così che la Regione Puglia intende rappresentare questo comparto?
Qui non siamo davanti a una semplice leggerezza organizzativa. Siamo davanti a un approccio superficiale, distante, quasi disinteressato. Un approccio che umilia gli operatori e svilisce il ruolo istituzionale che la Regione dovrebbe esercitare.
Macfrut non è una fiera qualsiasi. È una vetrina internazionale dove si costruiscono relazioni, si aprono mercati, si rafforza la competitività. E la Puglia, invece di esserci da protagonista, si presenta senza rappresentanza, con uno stand marginale e con un messaggio sbagliato. Questo non è accettabile.
La Regione deve cambiare passo. Deve tornare ad essere presente, credibile, all’altezza del ruolo che le compete. Perché così non si sta solo sbagliando comunicazione: si sta danneggiando un intero settore.
E questa cosa non deve più ripetersi. Perché qui non è in gioco l’immagine di un assessorato, ma il rispetto per migliaia di imprese che ogni giorno fanno grande la Puglia nel mondo”.











