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Piano Casa, il Consiglio regionale smentisce Emiliano e Maraschio e vota la proroga

Mentre la Giunta regionale, in primis Michele Emiliano ed il suo assessore Anna Grazia Maraschio hanno a più riprese parlato della necessità di avere una legge organiza in materia di Piano Casa, anche oggi dando in Consiglio parere negativo alla proroga del Pieno, il Consiglio Regionale, all’unanimità, lo ha approvato.

Approvata dunque all’unanimità la proroga del Piano casa. Con la modifica proposta dai consiglieri del Pd Fabiano Amati e Filippo Caracciolo, il termine previsto all’articolo 7 comma 1 della legge regionale 14 del 2009, si proroga al 31 dicembre 2022, al fine di conseguire gli incrementi volumetrici consentiti dalla stessa legge. Insieme a questa, è stata approvata anche la proroga al 1° agosto 2021, previsto come termine temporale di esistenza dell’immobile su cui far valere i benefici del Piano casa.

Con un emendamento a firma del consigliere Amati, sono state apportate modifiche alla legge regionale in materia di recupero dei sottotetti, dei porticati, dei locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate. Pertanto, è stata prorogata al 30 giugno 2021 la data entro cui siano stati realizzati gli immobili ai fini del recupero volumetrico.

Secondo Stefano Lacatena (Forza Italia) “Il Consiglio regionale ha bypassato il parere negativo dell’assessore Maraschio e ha proceduto, giustamente, a testa bassa. Che significa questo? Che l’assessore, probabilmente, aveva deciso di bloccare lo strumento urbanistico senza aver fatto, però, i “compiti a casa” ovvero senza aver predisposto una legge organica, strutturale, per la rigenerazione urbana semplificata. Ciò che chiediamo e proponiamo noi ormai da mesi. Perciò, il Consiglio ha dovuto sopperire alle falle e garantire all’indotto e ai cittadini di poter contare, comunque, sul Piano Casa che continua a rappresentare un modo celere e a burocrazia ridotta per gli interventi edilizi”.

Secondo Fabiano Amati “si tratta di uno strumento che evita il consumo di suolo, perché agisce sugli immobili esistenti, e favorisce l’utilizzo di materiali per il risparmio energetico.
A ciò si aggiunga che si tratta di un provvedimento di legalità, perché riduce la discrezionalità dei politici e dei tecnici, quindi il rischio di corruzione, e di grande potenza economica, perché aiuta a mettere a tavola migliaia e migliaia di piatti”.

“Abbiamo voluto – prosegue Amati – con la scelta delle tempistiche, dare certezze in via diretta ai proprietari di immobili, imprenditori, tecnici, operai, artigiani, e in via indiretta a tutta la struttura produttiva pugliese, perché l’edilizia è uno dei settori a più alta densità di posti di lavoro. Sottolineo che, nonostante le polemiche, il Piano Casa è prorogato ogni anno in virtù della piena vigenza della normativa statale la quale, nell’articolo 11 del decreto legge 112 del 2008, ha abilitato le Regioni a introdurre questo speciale strumento normativo quale misura straordinaria a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio e residenziale. Precisato questo, sottolineo ancora una volta che sono il primo a ritenere indispensabile che si proceda alla strutturazione di una norma regionale che dia stabilità alle prescrizioni del Piano Casa (pur nel rispetto delle competenze in termini di pianificazione dei Comuni) e maggiori certezze a chi lavora e opera in questo settore produttivo. Il Governo regionale ha già annunciato che ci sta lavorando. Laddove questa norma – che tutti ci auguriamo approdi all’esame dell’Aula quanto prima – sarà approvata, la proroga votata oggi cesserà immediatamente i suoi effetti. Ma fino ad allora era necessario proseguire sulla strada dei benefici ottenuti per l’intero territorio e al contempo dare certezze legislative a chi investe tempo, professionalità e risorse economiche”.

Secondo Davide Bellomo (Lega) “Bisogna prendere atto di ciò che oggi è successo nell’Aula del Consiglio Regionale. L’assessore Maraschio volutamente, oggi, non si è presentata, perché in evidente disaccordo con il testo di legge e i suoi emendamenti che riguardano un argomento tanto sentito come la tutela e l’uso del territorio. Nonostante il parere negativo del Governo, la proposta di modifica della legge regionale n.56/1980 è stata approvata all’unanimità. A questo punto credo fermamente che le dimissioni dell’assessore debbano essere consequenziali al voto dell’Aula e a questo suo modo di concepire l’urbanistica, l’assetto del territorio e lo sviluppo della nostra regione. Non credo ci sia stato uno solo di noi che non sia stato interpellato in maniera costante negli ultimi due mesi per cercare di fare in modo che questa legge fosse approvata. Eppure oggi abbiamo visto il Governo dirci di ‘no’.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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